Pac post 2013: al centro le imprese. I sostegni ai veri agricoltori. Basta alle rendite parassitarie. Più innovazione, maggior spazio ai giovani e tutela dell'ambiente

10/mag/2010 14.46.24 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Pac post 2013: al centro le imprese. I sostegni ai veri
agricoltori. Basta alle rendite parassitarie. Più innovazione,
maggior spazio ai giovani e tutela dell’ambiente          
 
A margine del Congresso degli agricoltori europei sulla nuova politica agricola Ue a Bruxelles, Giuseppe Politi, presidente della Cia e vicepresidente del Copa, sottolinea che bisogna correggere il malfunzionamento del mercato, sostenere le aziende, soprattutto nei momenti di crisi, promuovere lo sviluppo delle aree rurali ed i progetti di filiera. Questi problemi saranno affrontati nella quarta Conferenza economica di Lecce in programma il 7 e l’8 ottobre prossimi.
 
“La nuova Pac dovrà avere al suo centro l’agricoltura e le imprese agricole. Il sostegno pubblico dovrà essere destinato ai veri agricoltori, a quelli professionali, alle imprese che operano nel mercato dei prodotti e del lavoro. Bisogna dare risposte efficaci e propulsive agli imprenditori agricoli, non ai percettori di pura rendita fondiaria”. Lo ha sostenuto oggi a Bruxelles il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi a margine del Congresso degli agricoltori europei promosso da Copa (Comitato delle organizzazioni agricole Ue) e Cogeca (Comitato generale della cooperazione agricola dell’Unione europea) sul tema “La politica agricola comune dopo il 2013: un reddito stabile ed equo per gli agricoltori”.
Politi, che riveste anche il ruolo di vicepresidente del Copa, ha sottolineato che “l’attuale architettura della Pac basata sui tradizionali pilastri (politiche di mercato, aiuti diretti e sviluppo rurale) è inadeguata. La leva della futura Pac deve poggiare su precisi presupposti: correggere il malfunzionamento del mercato, sostenere le imprese ed il loro adattamento alle condizioni di mercato, soprattutto nei momenti di crisi, ed alla domanda sociale, promuovere lo sviluppo delle aree rurali ed i progetti di filiera”.
“La nuova politica agricola Ue -ha rimarcato il presidente della Cia- dovrà garantire non solo la sicurezza dell’approvvigionamento dei mercati dell’Europa e del mondo in materie prime alimentari e non alimentari, ma anche fornire beni pubblici ambientali, contribuendo alla vivacità dell’ambiente rurale ed allo sviluppo equilibrato dei territori. La Pac post 2013, dunque, dovrà essere più mirata nei destinatari e negli obiettivi. Dovrà finanziare i progetti di ammodernamento delle aziende, di innovazione e tutela ambientale, per il ricambio generazionale, l’organizzazione dell’offerta, la gestione dei rischi”.
Insomma, la Pac, secondo Politi, “dovrà sempre più sostenere i comportamenti orientati allo sviluppo, sempre meno lo ‘status’ di agricoltore. In una prospettiva che vede la Pac a risorse limitate, il problema non è ridurre a priori il numero dei beneficiari, ma è selezionare le azioni. Non è, infatti, concepibile una politica agricola che colloca a margine l’obiettivo dell’ammodernamento delle aziende”.
“Crediamo, tuttavia, che occorre portare avanti da subito azioni concrete per dare risposte agli agricoltori prima del post-2013. C’è bisogno, infatti, di soluzioni immediate per evitare che i produttori -ha affermato il presidente della Cia e vicepresidente del Copa- si trovino alle prese con situazioni estremamente difficili come quelle che si sono riscontrate negli ultimi tre anni. Soluzioni mirate che consentano di garantire i redditi e di operare con propulsione sui mercati per fare in modo che i prezzi non subiscano pesanti cadute che avrebbero disastrose conseguenze sulla gestione delle imprese”.
Saranno questi i punti sui quali la quarta Conferenza economica della Cia a Lecce (che si svolgerà il 7 e l’8 ottobre prossimi) concentrerà la sua attenzione. “Attraverso un confronto a più voci -ha concluso Politi- vogliamo delineare proposte concrete per poter dare un contributo fattivo alla posizione e all’azione dell’Italia nel confronto che la vedrà impegnata nella trattativa per la Pac post 2013”.
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