Pastori: ancora nessuna risposta concreta. Subito lo stato di crisi. Confronto concreto nella filiera per arrivare presto ad un accordo interprofessionale

10/ago/2010 12.22.50 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Pastori: ancora nessuna risposta concreta. Subito

lo stato di crisi. Confronto concreto nella filiera

per arrivare presto ad un accordo interprofessionale

 

Dopo la riunione del Tavolo al ministero delle Politiche agricole, la Cia evidenzia che il settore ovicaprino, in drammatica crisi, ha urgente bisogno di interventi efficaci. Lavorare per un prezzo del latte realmente remunerativo.

 

Ancora una volta dobbiamo registrare la mancanza di interventi concreti a sostegno degli allevatori. Per la dichiarazione dello stato di crisi del settore ovicaprino si allontanano i tempi in maniera incomprensibile. E migliaia di imprese continuano a vivere una situazione di grande drammaticità, con produttori ormai sull’orlo del baratro, assillati da costi sempre più onerosi e da prezzi del latte in caduta libera. Un quadro che ha, quindi, urgente bisogno di misure realmente efficaci. Così la Cia-Confederazione italiana agricoltori, al termine del Tavolo svoltosi oggi al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, riafferma l’opportunità di accelerare i tempi per azioni efficaci nei confronti di tanti produttori che sono costretti ad operare tra mille difficoltà e grandi incertezze.  

La Cia ha espresso la sua preoccupazione per il mancato avvio, nel Tavolo, di un confronto costruttivo nella filiera per arrivare ad un soddisfacente accordo inteprofessionale che fissi un prezzo del latte realmente remunerativo. Da qui l’esigenza di stemperare le polemiche e gli attriti e lavorare per arrivare a rapporti più stretti tra produzione e industria. Passaggio, questo, obbligato per rasserenare l’attuale difficile scenario e cercare di dare risposte valide agli allevatori.

Per questa ragione la Cia auspica che nel prossimo incontro, fissato per il 20 ottobre, i vari soggetti della filiera possano riallacciare il dialogo e che il Governo e le Regioni trovino un’intesa per la dichiarazione dello stato di crisi e si adoperino per ottenere, in tempi rapidi, il riconoscimento e l’approvazione da parte dell’Unione europea.

 

 

 

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