Finanziaria: "no" ad ulteriori tagli per l'agricoltura Servono subito interventi incisivi e un nuovo progetto di sviluppo. Pronti a tornare in piazza

Aver autorizzato la fiducia sul provvedimento significa esautorare ancora una volta il Parlamento dalle sue funzioni istituzionali.

14/ott/2010 15.52.46 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Finanziaria: “no” ad ulteriori tagli per l’agricoltura
Servono subito interventi incisivi e un nuovo
progetto di sviluppo. Pronti a tornare in piazza
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi ribadisce le gravi difficoltà del settore primario. Nella legge di stabilità si conferma la disattenzione verso i problemi degli agricoltori. Aver autorizzato la fiducia sul provvedimento significa esautorare ancora una volta il Parlamento dalle sue funzioni istituzionali. Il ministro Tremonti annuncia un cambiamento di rotta, ma per le imprese agricole restano solo profonde difficoltà e grandi incertezze.
 
 
“Quest’anno all’agricoltura sono state sottratte risorse per oltre un miliardo di euro. Il settore, che vive una profonda crisi, con produttori in grande affanno per il crollo dei prezzi, la crescita dei costi e il drastico ridimensionamento dei redditi, non potrebbe sopportare un ulteriore taglio. Sarebbe, invece, ora che il governo ponesse più attenzione ai problemi del settore primario, avviando una nuova politica agraria, sviluppando interventi incisivi che permettano alle imprese di affrontare e superare le attuali drammatiche difficoltà”. È quanto sostenuto dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito all’approvazione da parte del Consiglio dei ministri della legge di stabilità (che ha sostituito la legge finanziaria in base alla nuova normativa sul bilancio dello Stato).
“Il documento del governo -ha aggiunto Politi- ricalca quanto già deciso a luglio. Quindi, per l’agricoltura non si prospetta nulla di buono. Per i produttori nessun reale sostegno. Anzi ancora problemi, ancora costi produttivi e contributivi in crescita. Così per le campagne italiane si presenta un futuro di grande incertezza. Oltretutto, visto che il Consiglio dei ministri ha già autorizzato la fiducia, per il Parlamento, ancora una volta esautorato delle sue funzioni istituzionali, non sarà possibile porre correzioni o prevedere emendamenti alla legge di stabilità.
“In tal modo, si rischia una pericolosa spirale di stagnazione che -ha affermato il presidente della Cia- può mettere in ginocchio migliaia di imprese agricole, impossibilitate a fare investimenti, a creare occupazione, a competere sui mercati. E lo scenario si aggrava se si mettono in conto i tagli agli enti locali che cominceranno ad avere effetti sui servizi, soprattutto nelle aree rurali e di campagna”
“Il ministro dell’Economa Giulio Tremonti ha parlato di aggiustamenti che verranno gestiti con il provvedimento di fine anno. Ma anche affermato che, dopo la fase di stabilità, viene lanciata la politica dello sviluppo. Al momento -ha rimarcato Politi- prospettive del genere non le vediamo. Come agricoltura abbiamo davanti un orizzonte carico di nubi. Per gli imprenditori ci sono solo tante incertezze. Da qui l’invito che rinnoviamo al governo: bisogna guardare al settore con un’ottica diversa dal passato, almeno da quella degli ultimi due anni. Occorrono misure concrete e -ripetiamo- un nuovo progetto di politica agraria, il cui passaggio fondamentale è la Conferenza nazionale sull’agricoltura e lo sviluppo rurale. Per noi sono condizioni essenziali. Se non ci daranno risposte valide, siamo pronti a tornare in piazza. La nostra mobilitazione non è finita e proseguirà con estrema decisione”.
 
 
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