Florovivaismo: imprese sempre più in affanno : subito il "bonus gasolio" e la fiscalizzazione degli oneri sociali

15/ott/2010 13.09.10 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Florovivaismo: imprese sempre più in affanno: subito
il “bonus gasolio” e la fiscalizzazione degli oneri sociali
 
Riunito a Roma il Gie-Gruppo di interesse economico Cia del settore. L’abolizione dell’“accisa zero” e la fine delle agevolazioni previdenziali stanno mettendo in grande difficoltà moltissimi produttori. Servono immediati interventi per fronteggiare la grave situazione.
 
È assolutamente indispensabile ed urgente individuare adeguati strumenti per fronteggiare le gravi condizioni in cui versa il florovivaismo italiano. Lo ha ribadito con il Gie-Gruppo di interesse economico florovivaistico della Cia-Confederazione italiana agricoltori che si è riunito a Roma per esaminare l’attuale complessa situazione del settore.
Le produzioni florovivaistiche, che rappresentano il 6 per cento della Plv (Produzione lorda vendibile) agricola italiana ed occupano circa 100.000 addetti, non hanno mai goduto di aiuti comunitari, ma oggi -è stato rilevato nella riunione del Gie-Cia- sono ormai allo stremo, soprattutto per la drastica eliminazione, dal novembre dello scorso anno, del “bonus gasolio”, in seguito al contenzioso con l’Unione europea. Una misura che, al contrario, rappresenta un sostegno insostituibile per tutte le aziende che, anche in altri comparti agricoli come l’ortofrutticolo, si basano principalmente sulle produzioni in serra.
Anche in occasione della recente audizione alla Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, il presidente della Cia Giuseppe Politi ha ribadito la necessità, nel medio periodo, di una revisione della normativa comunitaria che possa prevedere la possibilità di concedere agevolazioni sul gasolio (la cosiddetta “accisa zero”), ma oggi è fondamentale uno specifico intervento da parte del governo italiano per prorogare tale “bonus” o per individuare altri strumenti legislativi efficaci.
Nella legge di stabilità, varata ieri dal governo, inoltre, non vi è alcun accenno alla fiscalizzazione dei contributi previdenziali nelle zone svantaggiate e di montagna, misura scaduta ormai dallo scorso luglio e la cui fine sta mettendo in seria difficoltà molte aziende italiane, tra cui quelle florovivaistiche.
La Cia ha più volte sostenuto l’esigenza di una trasformazione in agevolazioni strutturali e permanenti degli aiuti previsti dalla legge 81/2006, che fissa una riduzione delle aliquote contributive delle aziende agricole localizzate nelle aree svantaggiate e di montagna. Se questo richiede tempi lunghi, è imprescindibile procedere anche in tale caso ad un rinnovo della proroga della fiscalizzazione, pena la chiusura di molte aziende per l’impossibilità di avvalersi della necessaria manodopera e, quindi, con un aumento della disoccupazione agricola.
Se il governo -ha riaffermato il Gie-Cia florovivaistico- continuerà a non prestare ascolto alle drammatiche richieste di sostegno da parte dei produttori italiani, la Confederazione si preparerà ad una nuova e imponente mobilitazione che investirà tutto il territorio nazionale.
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