Pastori: servono risposte certe e concrete. Governo e Regioni devono decidere subito sullo stato di crisi. Agli industriali si chiedono meno arroccamenti e più disponibilità al confronto

20/ott/2010 15.01.08 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Pastori: servono risposte certe e concrete. Governo e
Regioni devono decidere subito sullo stato di crisi. Agli industriali
si chiedono meno arroccamenti e più disponibilità al confronto
 
La Cia, in occasione dell’incontro di filiera, esprime forte preoccupazione per la grave situazione del settore ovicaprino e dice basta al “teatrino” e allo scaricabarile delle responsabilità. Così si alimenta la tensione sociale e non si affrontano i problemi veri.
 
Sul settore ovicaprino sembra che si sia aperto un vero e proprio “teatrino”. Da una parte Governo e Regioni che si rimbalzano le responsabilità e non si decide nulla sulla quanto mai urgente dichiarazione di stato di crisi; dall’altra, gli industriali che sono fermi sui loro arroccamenti e così la trattativa sul prezzo del latte alla stalla non decolla. Anzi, è impantanata. Uno spettacolo non certo edificante e dietro il quale, purtroppo, s’è innescata una forte tensione sociale. Continua a montare la protesta, anche con gravi incidenti come quelli accaduti a Cagliari. E’, quindi, giunto il momento di porre fine alle parole in libertà, alle promesse mai mantenute e cominciare realmente a prendere decisioni concrete, altrimenti si rischia di gettare sul lastrico migliaia di allevatori che vivono un momento di pesante crisi, fatta di costi alle stelle e di prezzi tutt’altro che remunerativi. Si è così espressa la Cia-Confederazione italiana agricoltori in occasione della riunione al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali tra i rappresentanti della filiera del comparto.
D’altra parte, proseguire ad avere un atteggiamento di completa disattenzione verso i settori dell’agricoltura, come quello ovicaprino, può diventare, in alcuni territori, un problema non solo economico, ma anche sociale. E i recenti fatti in Sardegna lo dimostrano in maniera molto palese.
Dal mese di agosto, momento dell’inizio delle giuste proteste degli allevatori, Governo e Regioni hanno convocato solo “tavoli”, senza nessun risultato concreto per il settore che è sempre più in grande affanno. Per questo la Cia dice basta al classico scaricabarile delle responsabilità e sollecita immediate risposte certe e definitive, anche perché in queste condizioni i pastori non possono continuare a lungo.
Riteniamo -afferma la Cia- che le nostre richieste siano percorribili, ma per ora le istituzioni hanno pensato che prendere tempo per far scemare la protesta sia la migliore strategia. La pastorizia è una grande risorsa del nostro Paese e non può scomparire per l’ennesima trascuratezza della politica italiana verso la nostra agricoltura.
Analogamente, la Cia chiede all’industria di trasformazione, che riceve dal settore finanziamenti per promuovere i prodotti Dop, un atteggiamento responsabile per iniziare un percorso interprofessionale che porti al più presto ad una risoluzione del problema del prezzo del latte corrisposto agli allevatori.
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