Cooperazione allo sviluppo: "no" a nuovi tagli

Così il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi -che è anche presidente dell'Ases (Associazione solidarietà e sviluppo), l'Organizzazione non governativa (Ong) della Confederazione impegnata in progetti di solidarietà e nell'evoluzione di progetti agricoli in America Latina e in Africa- commenta la riduzione del 45 per cento, prevista nella legge di stabilità (che ha sostituito la vecchia finanziaria) approvata nei giorni scorsi dal governo, dei fondi disponibili per la cooperazione internazionale.

22/ott/2010 11.44.20 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Cooperazione allo sviluppo: “no” a nuovi tagli
 
Giuseppe Politi, presidente della Cia e dell’Ong Ases, preoccupato per la riduzione dei fondi prevista dalla legge di stabilità. Sottolineato il ruolo primario dell’impegno solidaristico verso i paesi più poveri. Ribadita l’esigenza di più agricoltura per sfamare il mondo.
 
“E’ un taglio assurdo che non si può accettare”. Così il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi -che è anche presidente dell’Ases (Associazione solidarietà e sviluppo), l’Organizzazione non governativa (Ong) della Confederazione impegnata in progetti di solidarietà e nell’evoluzione di progetti agricoli in America Latina e in Africa- commenta la riduzione del 45 per cento, prevista nella legge di stabilità (che ha sostituito la vecchia finanziaria) approvata nei giorni scorsi dal governo, dei fondi disponibili per la cooperazione internazionale. Si è portata la cifra a soli 179 milioni di euro, un record negativo nella storia della cooperazione italiana.
Politi, che condivide la preoccupazione già espressa dalle altre Ong, ricorda che, in questo modo, è stato disatteso un ordine del giorno della Camera, accolto a giugno dal governo, che invitava a preservare da ulteriori tagli la cooperazione italiana già fortemente indebolita.
‘Non capiamo -aggiunge il presidente di Cia ed Ases- perché ancora una volta la cooperazione pubblica venga sottoposta ad ulteriori tagli, visto che pesanti riduzioni di spesa sono state già fatte con le finanziarie del 2009 e del 2010”.
A tal proposito Politi rimarca l’importante ruolo svolto dalla cooperazione nei confronti dei paesi in via di sviluppo, dove regna il dramma della fame e della povertà. “Basti pensare -come ha sostenuto di recente la Fao- che nel mondo un miliardo di persone soffre di fame e malnutrizione. Tagliare le risorse significa, quindi, rendere meno inciso l’aiuto verso chi oggi vive nella disperazione”.
“In varie occasioni abbiamo rilevato l’esigenza di più agricoltura per sfamare il mondo. E lo ribadiamo anche questa volta, rinnovando l’invito -aggiunge il presidente di Cia ed Ases- a intervenire con aiuti verso queste popolazioni. Allo stesso tempo, però affermiamo che bisogna cominciare a pensare in maniera diversa cercando di far crescere le agricolture di questi paesi attraverso ricerca e innovazione. Nel medio lungo periodo occorre, dunque, riporre al centro dell’attenzione, nelle economie industrializzate ed in quelle in sviluppo, il tema dell’agricoltura. È essenziale aumentare la produttività agricola promuovendo gli investimenti in progetti irrigui ed infrastrutturali e l’accesso dei piccoli agricoltori al mercato dei fattori, a partire dalla terra”.
Politi sottolinea, infine, la significativa opera portata avanti dall’Ases nella cooperazione internazionale. “Un Ong che è impegnata da tempo e con significativi risultati nel campo della solidarietà. Concrete e importanti sono le iniziative progettuali nel Paraguay, nel Congo e in Angola. Il tutto attraverso un lavoro difficile, fatto di rinunce e di sacrifici”.
 
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