Sicurezza alimentare: "tolleranza zero" contro i killer della tavola

26/ott/2010 15.12.23 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Sicurezza alimentare: “tolleranza zero” contro i killer della tavola
 
La Cia esprime compiacimento per il maxi-sequestro dei Nas dei carabinieri di circa 270 tonnellate di legumi e cereali, ritenuti “potenzialmente pericolosi per la salute pubblica”. Rafforzare ulteriormente i controlli. Indicazione d’origine per tutti i prodotti.
 
“Tolleranza zero” per chi sofistica ed inquina gli alimenti, attentando alla salute pubblica; rendere sempre più rigorosi i controlli; estendere a tutti i prodotti agroalimentari l’indicazione d’origine in etichetta; una dura lotta alle falsificazioni. È quanto sottolineato oggi dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori nel commentare in modo positivo il maxi-sequestro da parte dei carabinieri del Nas di Livorno di circa 270 tonnellate di legumi e cereali, destinati al confezionamento per la distribuzione a negozi e supermercati, ritenuti “potenzialmente pericolosi per la salute pubblica”.
Occorrono -avverte la Cia, che ribadisce come i Nas, con questa importante operazione, hanno confermato la grande efficacia del loro lavoro di controllo- misure drastiche per contrastare l’adulterazione e la truffa nell’alimentazione. Occorre la massima fermezza contro chi, attraverso azioni criminali, fraudolente e illegali, mette a repentaglio la salute dei cittadini e provoca gravi danni alla stessa credibilità del settore agroalimentare italiano.
La Cia ricorda che la stragrande maggioranza degli italiani (nove su dieci) vuole massima sicurezza alimentare e sollecita valide misure per reprimere sofisticazioni e adulterazioni dei prodotti; mentre otto su dieci sono favorevoli ad un’etichetta “trasparente”, che permetta di riconoscere la provenienza del prodotto.
La sicurezza è, quindi, al primo posto nelle scelte alimentari degli italiani. Una tendenza -avverte la Cia- che è stata rafforzata anche dagli ultimi scandali alimentari e dalle vicende che hanno riguardato i sequestri di prodotti “pericolosi” per la salute.
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