Latte: una strategia comune per garantire certezze agli allevatori. Ridurre i pesanti costi, prezzi alla stalla remunerativi, accordi di filiera e più semplificazione

28/ott/2010 12.00.32 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Latte: una strategia comune per garantire certezze
agli allevatori. Ridurre i pesanti costi, prezzi alla stalla
remunerativi, accordi di filiera e più semplificazione
 
Riunito alla Fiera di Cremona il Gruppo di interesse economico zootecnico della Cia. Costituita la sezione di prodotto latte. Discusso e approvato il documento sulle proposte per il rilancio del comparto. Va concertata rapidamente un’azione congiunta tra le organizzazioni di rappresentanza del settore, il Governo e le Regioni. Convocare al più presto un Tavolo interprofessionale.
 
Davanti ai profondi cambiamenti a livello nazionale, europeo e mondiale, alle complesse sfide internazionali, a cominciare dalla riforma della Pac post 2013, e ai gravi problemi che condizionano il lavoro degli allevatori, in particolare i prezzi del latte alla stalla non remunerativi, gli alti costi di produzione e i redditi in pesante calo, è urgente che si concerti rapidamente tra le organizzazioni di rappresentanza del settore, il Governo e le Regioni una strategia per assicurare un futuro certo per il settore. L’Italia deve valorizzare la presenza diffusa e vitale di una parte così significativa della sua struttura zootecnica e della sua agricoltura sul territorio. E’ giunto il momento, non più rinviabile, che gli attori della filiera, tralasciando interessi di parte, concertino una strategia complessiva degli indirizzi che permettano alle aziende di avere reali punti di riferimento. E’ quanto sottolineato oggi a Cremona dove, in occasione della Fiera della zootecnia, si è riunito il Gie-Gruppo di interesse economico zootecnico della Cia-Confederazione italiana agricoltori che, sotto la presidenza del coordinatore nazionale Adonis Bettoni, ha proceduto all’insediamento della sezione di prodotto latte e discusso e approvato il documento sulle proposte dell’Organizzazione per il rilancio del comparto latte.
Nel corso della riunione è stata ribadita con fermezza l’esigenza di ridurre i pesanti oneri che gravano sulle aziende. Sono, quindi, necessari interventi immediati -si legge nel documento- per la fiscalizzazione degli oneri sociali e per l’abbattimento del costo del gasolio per uso agricolo. Nel contempo occorre anche affrontare il problema del credito, facilitando l’accesso a finanziamenti con tassi agevolati, con strumenti di garanzia pubblici e privati.
Non solo. E’ opportuno che la questione “mangimi” vada affrontata con grande determinazione e serietà. In tale contesto la Cia ha riproposto la formulazione di un “Piano nazionale per le produzioni di proteine vegetali” destinati agli allevamenti.
Di vitale importanza anche il tema della semplificazione. Per la Cia, dunque, vanno percorse tutte le strade che rendano più snelle tutte le procedure inerenti gli aspetti ambientali, igienico-sanitari e relativi al benessere animale, in modo da ridurre gli oneri amministrativi delle aziende agricole. Queste normative -è stato rilevato nella riunione del Gie- devono essere armonizzate a livello europeo ed internazionale, proprio per evitare fenomeni di concorrenza sleale.
Per quanto concerne l’annosa questione delle quote latte il Gie-Cia ha ribadito la richiesta di dare finalmente certezze agli allevatori. Per questo motivo è necessario il massimo rispetto della legislazione vigente, provvedendo da subito alla revoca delle nuove quote assegnate a quei produttori che non hanno rispettato le possibilità di messa in regola previste dalla legge 33. Inoltre, vanno riattivate le procedure esattive previste per gli inadempienti. Allo stesso modo risulta necessario un intervento legislativo che permetta l’immediata attivazione del fondo di 45 milioni di euro previsto per gli allevatori che in passato hanno investito in acquisto di quote latte.
Articolato il discorso relativo ai rapporti interprofessionali. La Cia è più che mai convinta che -si ribadisce nel documento approvato dal Gie- il compito preminente di tutti gli “attori” della filiera è quello di individuare prospettive di sviluppo per le numerose e diverse aree della zootecnia da latte del nostro Paese, il cui mantenimento e sviluppo in molte zone rappresenta garanzia per la difesa delle produzioni tipiche e di qualità e per mantenere l’importante legame tra prodotto e territorio.
In tale ottica la Cia sollecita il ministero delle Politiche Agricole a convocare al più presto un Tavolo interprofessionale con la presenza anche delle Regioni rappresentative del comparto, che, oltre a lavorare congiuntamente sulla riforma della normativa sulle relazioni di filiera, costruisca le premesse di sistema per giungere alla stipula di contratti sul territorio.
Comunque, per la Cia, l’accordo interprofessionale deve essere inteso come punto di riferimento volto a orientare la produzione agricola per farla meglio corrispondere ai vari segmenti della domanda al fine di perseguire condizioni di equilibrio e stabilità del mercato, a migliorare la qualità dei prodotti, a stabilire i criteri e le condizioni generali della produzione, della vendita dei prodotti e delle prestazioni dei servizi, nonché le modalità di determinazione del prezzo.
Gli accordi locali dovranno essere in grado di valorizzare le varie specificità. E di rappresentare la base normativa per la definizione di veri e propri contratti, caratterizzati da equità, trasparenza, rispetto delle aspettative dei consumatori.
Ci sono, poi i rapporti con la Grande distribuzione organizzata (Gdo). Con essa -si evidenzia nel documento del Gie- la Cia intende aprire un confronto finalizzato a sostenere nuove tipologie contrattuali volte alla valorizzazione delle produzioni di qualità legate al territorio, all’esaltazione del contenuto di servizi presenti nei vari prodotti, alla piena padronanza degli aspetti collegati all’origine e alla certificazione delle produzioni.
Infine, per la Cia è necessario un profondo cambiamento del ruolo delle strutture associative nel settore. Le esperienze cooperative presenti nel comparto costituiscono -si legge nel documento- una componente importante dei mercati, un elemento di sbocco del prodotto e uno strumento per esaltare la qualità. Tutto ciò, però, non garantisce sempre il reddito dei produttori associati. Pertanto, s’invita il mondo della cooperazione a istituire un Tavolo unitario per definire una congiunta strategia di difesa e valorizzazione del sistema allevatoriale italiano e della produzione lattiera-casearia.
 
 
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