Inflazione: prezzi sui campi sempre in discesa, ma al dettaglio tornano a salire. E i consumi alimentari restano ancora bloccati

29/ott/2010 12.05.43 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Inflazione: prezzi sui campi sempre in discesa, ma al dettaglio
tornano a salire. E i consumi alimentari restano ancora bloccati
 
La Cia, commentando i dati provvisori Istat di ottobre, ribadisce che i prodotti agricoli continuano a segnare, all’origine, diminuzioni. Sugli scaffali, invece, si ha un aumento tendenziale dello 0,6 per cento, in crescita rispetto a settembre. Occorrono rapporti più stretti ed accordi nella filiera agroalimentare.
 
Prezzi sui campi sempre in netta caduta (meno 16 per cento negli ultimi due anni), listini sugli scaffali in crescita (più 0,6 per cento tendenziale rispetto allo 0,4 per cento di settembre) e ancora troppo cari. E i consumi alimentari continuano a restare al palo. E’ quanto afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori a commento dei dati provvisori dell’Istat sull’inflazione nel mese di ottobre.
Il settore agricolo -sottolinea la Cia- ha continuato a dare un concreto supporto al rallentamento del trend inflazionistico. Un contributo che, tuttavia, gli agricoltori pagano in molto pesante. Il crollo dei prezzi all’origine e il vertiginoso aumento dei costi produttivi, contributivi e burocratici (che, oltretutto hanno subito un'ulteriore impennata con la fine della fiscalizzazione degli oneri sociali e dell’abolizione del “bonus gasolio” per le serre) stanno alimentando un nuovo taglio dei redditi, che già nello scorso sono scesi di circa il 21 per cento.
Un uguale andamento, però, non si è ancora registrato nei vari passaggi della filiera e, di conseguenza, i prodotti alimentari non segnano, al dettaglio, una reale diminuzione. Anzi, a ottobre -come rileva l’Istat- hanno segnato una ripresa (più 0,3 per cento rispetto a settembre scorso), anche se non vistosa come quella degli anni scorsi. Da aggiungere che i listini al consumo di alcuni prodotti restano su livelli ancora alti, mentre per altri ci sono rincari che appaiono totalmente ingiustificati.
Per questa ragione la Cia ribadisce l’esigenza di rapporti sempre più stretti e di accordi nella filiera e l’importanza di una maggiore trasparenza nei processi di formazione dei prezzi dal campo alla tavola, per poter così contrastare rincari artificiosi e non giustificati e manovre speculative.
 
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