Censimento agricoltura: sempre più indispensabile un nuovo progetto di sviluppo. Non siamo allo sbando, ma serve un cambiamento di rotta

11/mar/2010 12.30.26 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Censimento agricoltura: sempre più indispensabile un nuovo progetto di sviluppo. Non siamo allo sbando, ma serve un cambiamento di rotta
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi ribadisce a Bari l’esigenza della Conferenza nazionale. I dati che raccoglierà l’Istat potranno sicuramente contribuire a scelte decisive per il settore primario. Strategico il ruolo degli agricoltori per la valorizzazione del territorio. Forte il legame con il turismo.
 
“I dati che scaturiranno dal 6° Censimento dell’Istat, appena partito (dal 24 ottobre), daranno un quadro preciso dell’attuale realtà agricola italiana e permetteranno, attraverso una chiara fotografia, di delineare ancora più nel dettaglio i problemi del settore. Sarà, quindi, un importante contributo per arrivare a delineare un nuovo progetto di sviluppo e competitività, che appare sempre più indispensabile per dare reali certezze agli imprenditori, che oggi sono costretti ad operare tra innumerevoli difficoltà”. È quanto sostenuto oggi a Bari dal presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi, intervenendo al convegno sul tema “Censimento 2010, un progetto per l’agricoltura di domani”.
“Nel 2000 -ha ricordato Politi- i risultati del 5° Censimento ci mostrarono un’agricoltura sottoposta ad una forte selezione delle aziende, ma ancora in ritardo sulla strada della ricomposizione fondiaria. Probabilmente, i nuovi dati che l’Istat raccoglierà individueranno una situazione diversa. Il problema, però, resta quello che la nostra agricoltura ha davanti a sé importanti sfide e scadenze, a cominciare dalla riforma della Politica agricola comune post 2013, che vanno affrontate con la massima determinazione e soprattutto con un nuovo progetto di politica agraria e non più solo con provvedimenti di emergenza e frammentari”.
“Attualmente -ha aggiunto il presidente della Cia- siamo in una situazione di profonda crisi del settore primario, con redditi in calo, prezzi in discesa e costi sempre più in crescita. C’è assoluto bisogno di un deciso cambiamento di rotta. L’agricoltura italiana non è, tuttavia, allo sbando; tanto meno gli agricoltori non hanno ‘tirato i remi in barca’ e rinunciato ad essere imprenditori. Il problema vero è che nel nostro Paese c’è nei fatti una sostanziale rinuncia ad una politica agraria nazionale. I fatti di questi ultimi due anni lo hanno confermato chiaramente”.
“Per questo motivo -ha rimarcato Politi- insistiamo da tempo per una radicale inversione di rotta, per un nuovo progetto che apra prospettive al settore e sappia rispondere con grande efficacia alle esigenze dei produttori che stanno vivendo una delle crisi peggiori degli ultimi trent’anni. Il governo deve riaccendere i riflettori sulle imprese agricole. Ma anche le forze politiche sono chiamate ad un atteggiamento diverso e più costruttivo verso più di due milioni di persone che vivono in agricoltura e di agricoltura”.
“In tale contesto, la Conferenza nazionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale, da noi proposta fin dal 2004, diventa, un passaggio obbligato. E su questo -ha affermato il presidente della Cia- abbiamo riscontrato un vastissimo consenso da parte dei vari componenti della filiera agroalimentare, degli esponenti delle istituzioni centrali (governo) e locali (Regioni), dei rappresentanti delle forze politiche sia di maggioranza che di opposizione. Un riscontro chiaro che è venuto durante i lavori della nostra quarta Conferenza economica di Lecce”.
“D’altra parte, i grandi cambiamenti dell’ultimo decennio, appunto dal 5° Censimento, impongono ormai senza ulteriori indugi la Conferenza nazionale. Dobbiamo progettare l’agricoltura del futuro. E per questo -ha sottolineato Politi- diciamo basta a provvedimenti sporadici e ad azioni scollegate. Siamo contro politiche di scarso respiro e diciamo un fermo ‘no’ alla logica del declino. Noi siamo per lo sviluppo e per politiche di ampio respiro. Non solo. Dobbiamo garantire sempre di più la presenza degli agricoltori, il cui ruolo è strategico per la difesa e la valorizzazione del territorio, per lo sviluppo della qualità, del legame con altri settori produttivi, come il turismo”.
“Occorre, di conseguenza, un confronto alto sull’agricoltura in uno scenario in cui tutto cambia in fretta. E la Conferenza nazionale -ha concluso Politi- dovrà delineare un progetto condiviso nei confronti del quale le istituzioni e le rappresentanze agricole possano assumere le proprie responsabilità, impegnandosi a realizzarlo. Strategia condivisa, attuazione nel rispetto dei ruoli e dei livelli istituzionali, partecipazione delle forze sociali è, d’altronde, quanto delineato nella proposta della Cia del Nuovo patto con la società”.
 
 
 
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