"Bandiera Verde Agricoltura 2010" scopre i "tesori" nascosti dell'Italia rurale. Una "ricchezza" che vale oltre 10 miliardi di euro

11/nov/2010 11.03.42 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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“Bandiera Verde Agricoltura 2010” scopre i “tesori” nascosti
dell’Italia rurale. Una “ricchezza” che vale oltre 10 miliardi di euro
 
Il premio, conferito alle “eccellenze” agricole, all’innovazione, alla tradizione e ai “comportamenti virtuosi”, rivela un mondo agricolo dalle enormi potenzialità e risorse. Riconoscimenti ad aziende agricole, comuni, enti, scuole, università, personaggi della cultura e del giornalismo. Cerimonia con il presidente della Cia Giuseppe Politi a Roma alla Sala Protomoteca del Campidoglio.
 
Un “tesoro” nascosto che vale oltre 10 miliardi di euro. E’ il patrimonio della qualità, della tipicità, del legame forte con il territorio, dell’innovazione, delle tradizioni, della cultura della piccola grande Italia rurale. Di quell’Italia che proprio l’agricoltura, con le sue peculiarità rende inimitabile in tutto il mondo. Una ricchezza straordinaria che va tutelata e valorizzata con estrema determinazione. In questa ottica s’inserisce il premio “Bandiera Verde Agricoltura 2010”, promosso dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori, che oggi a Roma, presso la Sala Protomoteca del Campidoglio, è stato consegnato, con la presenza del presidente confederale Giuseppe Politi, a venti “campioni” dell’agricoltura sostenibile, dell’originalità, dell’ingegno, della tradizione, della qualità. Tra gli insigniti del premio, giunto alla sua ottava edizione, c’è chi ha riscoperto ricette antiche e preziose e le depositate dal notaio, chi alleva “super-maiali”, alimentati con il farro, e, per finire, chi tutela radici che “suonano”.
Quindi, anche se il contesto generale del Paese respira una persistente crisi, c’è chi nell’agricoltura e nel territorio rurale, cerca, e spesso trova, energie per superare l’empasse e creare situazioni di reddito e sviluppo. La nuova tendenza, che emerge dal profilo dei premiati di “Bandiera Verde” (oltre al presidente di “Libera” don Luigi Ciotti per il suo impegno per la legalità, aziende agricole, comuni, enti, scuole, università, personaggi della cultura e del giornalismo) è quella di sfruttare anche l’indotto generato da un’agricoltura funzionale ad un nuovo modello di turismo.
L’obiettivo del premio è, dunque, quello di far emergere un’Italia rurale e agricola che racchiude un patrimonio inestimabile, spesso nascosto, non solo composto da produzioni a denominazioni d’origine (Dop, Igp e Stg), ma anche da una serie di elementi ed azioni che si fondano sul lavoro, la qualità, la tutela e la conservazione di tradizioni millenarie, atteggiamenti e comportamenti, dove la sapiente mano dell’uomo è predominante.
La ‘mappa” che negli anni “Bandiera Verde Agricoltura” sta delineando rappresenta un percorso ben preciso attraverso il quale i cittadini, garantiti dal “marchio”, si possono muovere alla ricerca della qualità, dell’ambiente sano e curato, del paesaggio rurale incontaminato, dei cibi biologici e prodotti trattati con cura particolare e che la cui preparazione si perde nella notte dei tempi.
Chi ottiene il premio se ne può fregiare per cinque anni, al termine dei quali si procederà ad un’attenta verifica per poter continuare ad esporre il marchio di “Bandiera Verde”. A ciò è preposto un apposito Comitato, composto da esperti del settore, esponenti del mondo accademico e scientifico, che ha il compito di controllare ogni situazione ed intervenire in presenza di inadempienze o di uso indebito del marchio.
“Del resto, la Cia -ha rilevato il presidente Politi- ha sempre posto particolare attenzione alla salvaguardia dell’ambiente e del territorio, alla garanzia della sicurezza alimentare, ad un’agricoltura che continui a produrre qualità, alimenti, ricchezza e ambiente, allo scopo di cogliere opportunità economiche sia per le aziende agricole che per l’ambiente rurale”.
“Bandiera Verde”, dal 2003 ad oggi, sventola in 152 punti, tra aziende, comuni, province e parchi. Comunque, i “virtuosi” che la meriterebbero nel nostro Paese sono circa 20 mila.
 
 
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