Pil: confermata la pesante crisi dell'agricoltura

11/dic/2010 12.34.43 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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 Pil: confermata la pesante crisi dell’agricoltura
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi: il calo del valore aggiunto agricolo, insieme alla flessione produttiva, alla crescita dei costi e all’ulteriore diminuzione dei prezzi, dimostrano la gravità della situazione nelle campagne. Ma il governo continua ad ignorare il problema. La legge di stabilità ne è la prova tangibile. “Nei prossimi giorni torneremo in piazza, anche con iniziative unitarie”.
 
“La diminuzione del valore aggiunto agricolo conferma ancora una volta le gravi difficoltà del settore primario, alle prese con un calo della produzione, con una forte crescita dei costi produttivi, contributivi e burocratici e con un’ulteriore flessione dei prezzi praticati sui campi. Una situazione molto pesante. Per questo motivo sollecitiamo misure immeditate e straordinarie a sostegno delle imprese. Misure che, purtroppo, non troviamo nel disegno di legge di stabilità. E ciò dimostra la totale disattenzione nei confronti dei problemi degli agricoltori, sempre più in grande affanno”. Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi commentando i dati preliminari dell’Istat sull’andamento del Prodotto interno lordo (Pil) nel terzo trimestre del 2010.
“La crisi dell’agricoltura è ormai sotto gli occhi di tutti. E il governo continua a non accorgersene. Il calo registrato dell’Istat, anche se non ancora quantificato, dimostra l’emergenza che vivono migliaia di aziende. Un valore aggiunto che a fine anno dovrebbe scendere del 3 per cento. Problemi complessi confermati, del resto, anche dalle stime sull’annata agraria 2010 che vede una produzione in calo (meno 2 per cento), un’ulteriore flessione (3-4 per cento) dei prezzi all’origine; un calo del 3,5 per cento degli investimenti, una contrazione (6-7 per cento) dei redditi dei produttori, mentre i costi di produzione dovrebbero avere una crescita tra il 4 e il 5 per cento”.
“Una situazione drammatica che rischia di gettare sul lastrico tantissime imprese che non riescono più a stare sul mercato. Da qui -ha rimarcato il presidente confederale- il nostro ripetuto grido d’allarme. Abbiamo sollecitato interventi immediati e straordinari. Abbiamo chiesto un nuovo progetto di politica agraria che deve nascere e svilupparsi dalla Conferenza nazionale sull’agricoltura e lo sviluppo rurale. Ma non abbiamo ricevuto alcuna efficace risposta. Dal governo ancora un silenzio assordante. Un’ulteriore conferma l’abbiamo avuta dalla legge di stabilità che contiene misure totalmente insufficienti non solo per l’agricoltura anche per l’intero sistema imprenditoriale, visto che le associazioni aderenti al Tavolo per la crescita e l’occupazione, tra cui anche la Cia, hanno espresso non poche preoccupazioni sul provvedimento dell’esecutivo”.
“Davanti a questo scenario -conclude Politi- renderemo ancora più incisiva la nostra mobilitazione e, fin dai prossimi giorni, porteremo avanti iniziative, anche di carattere unitario, sul territorio e a livello nazionale. Gli agricoltori sono stanchi e scenderanno in piazza per dimostrare tutto il loro profondo disagio e malcontento per una politica agricola che non c’è”.
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