Le parole del Papa hanno colto nel segno: piùagricoltura per sfamare il mondo e aprire nuovi spazi per i giovani

Le parole del Papa hanno colto nel segno: piùagricoltura per sfamare il mondo e aprire nuovi spazi per i giovani Le parole del Papa hanno colto nel segno: più agricoltura per sfamare il mondo e aprire nuovi spazi per i giovani Il presidente della Cia Giuseppe Politi rivolge apprezzamento alle dichiarazioni di Benedetto XVI.

15/nov/2010 13.23.40 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Le parole del Papa hanno colto nel segno: più agricoltura
per sfamare il mondo e aprire nuovi spazi per i giovani
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi rivolge apprezzamento alle dichiarazioni di Benedetto XVI. Le istituzioni devono rivolgere più attenzione al settore primario. A livello internazionale servono politiche mirate per valorizzare il ruolo del lavoro agricolo per combattere fame e povertà.
 
 
“Non possiamo che rivolgere il nostro apprezzamento alle parole di Papa Benedetto XVI per il quale è ‘decisivo’ un rilancio strategico dell'agricoltura, contro la disoccupazione e contro gli eccessi dell'industrializzazione''. Un preciso invito a 'rivalutare l'agricoltura non in senso nostalgico ma come risorsa indispensabile per il futuro’. Una dichiarazione forte attraverso la quale si vuole riaffermare il valore del mondo agricolo e si stimolano giovani a riscoprire il lavoro imprenditoriale nelle campagne”. E’ quanto sostenuto dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi.
“Da tempo sottolineano l’esigenza di più agricoltura per sfamare il mondo. E oggi questa nostra sottolineatura -ha aggiunto Politi- trova confronto nelle affermazioni del Pontefice. La fame, la povertà, la malnutrizione si battono con azioni realmente incisivi che permettano di far crescere le produzioni dei campi. Un’agricoltura che diventa anche fattore di pace e di concordia fra i popoli”.
”Come il messaggio della Conferenza episcopale italiana per la Giornata del Ringraziamento, anche le parole del Papa evidenziano un nuovo equilibro tra agricoltura, industria e servizi, in modo che lo sviluppo sia sostenibile e che si possa promuovere la responsabilità personale insieme con la dimensione sociale delle attività rurali, fondate su valori perenni, quali l'accoglienza, la solidarietà, la condivisione della fatica nel lavoro.
“D’altra parte, Benedetto XVI ha colto, con il suo intervento, il segnale che si riscontra in questo periodo di difficile crisi: il ritorno -ha rilevato il presidente della Cia- all'impresa agricola di giovani. anche laureati, che sentono questo lavoro come una vocazione”.
“Oggi, però, l’agricoltura italiana ha bisogno di certezze e di strumenti validi. E questo vale soprattutto i giovani che stanno riscoprendo il ruolo dell’agricoltura. E questi giovani vanno incoraggiati con politiche realmente incisive. Sia Il Papa che il messaggio della Cei hanno evidenziato in modo particolare questo aspetto, sollecitando una nuova fase di crescita”.
“Credo che le parole del Pontefice vadano raccolte nella loro interezza. Non solo il mondo ha oggi bisogno di più agricoltura, ma anche le istituzioni -ha concluso il presidente della Cia- devono favorire l’ingresso dei giovani in agricoltura, dare sostanza ad un effettivo ricambio generazionale che consenta al settore di rafforzarsi e rinvigorirsi. E’ una sfida cruciale del futuro”.
 
 
 
 
 
 
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