Dieta mediterranea: un riconoscimento alla qualità, alla tradizione e alla salubrità dell'agricoltura e dell'agroalimentare "made In Italy"

16/nov/2010 16.23.09 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Dieta mediterranea: un riconoscimento alla qualità, alla tradizione
e alla salubrità dell’agricoltura e dell’agroalimentare “made In Italy”
 
Alla riunione di Nairobi, l’ufficializzazione dipatrimonio culturale immateriale dell’umanità” dell’Unesco. Il presidente della Cia Giuseppe Politi: premiato il lavoro di generazioni di agricoltori che si sono sacrificati per dare prodotti che oggi rappresentano un bene prezioso che va tutelato e valorizzato.
 
“Una vittoria della qualità, della tradizione, della salubrità e della tipicità dell’agricoltura e dell’agroalimentare made in Italy”: Così il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi ha salutato il riconoscimento ufficiale, avvenuto oggi a Nairobi, della dieta mediterranea come “
patrimonio culturale immateriale dell’umanità” dell’Unesco.
“È stato premiato il lavoro di generazioni di agricoltori che si sono sacrificati per dare prodotti che oggi rappresentano un bene prezioso che va tutelato e valorizzato. Quindi, appare quanto mai opportuna la sua piena valorizzazione a livello mondiale, visti anche i continui e qualificati riconoscimenti scientifici e medici per le sue caratteristiche nutritive e salutistiche”.
“Il riconoscimento da parte dell’Unesco -ha rimarcato il presidente della Cia- non significa, comunque, solo dare atto alle peculiarità di un’alimentazione salubre, ma anche rilanciare i consumi e, nello stesso tempo, valorizzare la storia e la cultura di tutti quei paesi che si affacciano nel Bacino Mediterraneo, i cui popoli sono custodi di una tradizione secolare che proprio nella dieta ha le sue radici più profonde”.
“La decisione presa oggi dall’Unesco rappresenta -ha detto ancora Politi- un’ulteriore valorizzazione anche per la nostra agricoltura tipica, diversificata e di qualità, dove il 50 per cento della produzione risiede negli alimenti (cereali, vino, ortofrutta, olio d’oliva) che sono alla base della dieta mediterranea. Non solo. È un premio per lo stesso mondo agricolo europeo, il cui 40 per cento del valore è rappresentato da produzioni che caratterizzano questa particolare alimentazione”.
“La decisione dell’Unesco -ha affermato il presidente della Cia- rimette al centro dell’attenzione le tradizioni alimentari del Mediterraneo, che trovano la loro massima espressione nella dieta che lega il suo nome al nostro mare, e ciò significa dare un reale riconoscimento alla comune identità. La dieta mediterranea non è solo un modo di nutrirsi, ma è l’espressione di un intero sistema culturale improntato alla convivialità, all’attività fisica e alla sapienza contadina degli alimenti. Da millenni sulle rive del ‘Mare Nostrum’ si coltivano quei prodotti, quali cereali, ulivo, vite, frutta e ortaggi, da cui la cultura dell’uomo ha saputo ricavare gli alimenti alla base della dieta mediterranea e che ora come allora possono contribuire in maniera rilevante al bene collettivo”.
“Oggi, in un mondo sempre più globalizzato, innalzare i valori nutrizionali di cibi sani e genuini che hanno fatto la storia della tradizione alimentare mediterranea è un fatto -ha concluso Politi- di estrema e significativa importanza”.
 
 
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