Maltempo: scatta l'allarme gelo per le campagne Ancora pesanti difficoltà per le semine di grano

Si teme soprattutto per gli ortaggi e le verdure in campo aperto.

26/nov/2010 14.54.32 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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26 novembre 2010
 
Maltempo: scatta l’allarme gelo per le campagne
Ancora pesanti difficoltà per le semine di grano
 
La Cia: sono rischio molte colture orticole in campo aperto. A causa della mancata reintroduzione del “bonus gasolio”, si prevede un nuovo onere per le serre per la crescita dei consumi di carburante.
 
Con l’arrivo di neve anche in pianura, di freddo, di gelo e di abbondanti piogge scatta di nuovo l’allarme per le campagne. Si teme soprattutto per gli ortaggi e le verdure in campo aperto. L’abbassamento repentino delle temperature rischia, infatti, di provocare gravi danni, che si vanno ad aggiungere a quelli, ingenti, causati nelle scorse settimane dalle intemperie che, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, si sono abbattute pesantemente sul nostro Paese. A lanciare l’allarme è la Cia-Confederazione italiana agricoltori per la quale c’è il pericolo che molte coltivazioni vadano distrutte; il che andrebbe ad aggravare una situazione, quella dei produttori agricoli, di per sé già molto difficile.
Mentre ancora si registrano pesanti difficoltà per le semine di grano, a causa dei terreni che restano allagati, il maltempo, che -come rilevano i metereologi- dovrebbe essere caratterizzato, in particolare, da gelate diffuse, mette in pericolo -segnala la Cia- le coltivazioni invernali di ortaggi e verdure a cielo aperto, a cominciare da cavoli, broccoli verze, insalate, carciofi, cicorie, radicchio. Alcune di queste colture, purtroppo, rischiano di andare perdute. La colonnina di mercurio sotto zero può avere conseguenze anche per la floricoltura. Nessun pericolo, invece, per mele, pere e kiwi, le cui produzioni sono già state raccolte.
Non solo. L’ ondata di freddo -evidenzia ancora la Cia- farà lievitare anche i consumi di carburante agricolo, specialmente per il riscaldamento delle serre. E questo sarà un ulteriore danno, visto che non c’è più il “bonus gasolio” e così i produttori vedranno crescere i costi che già hanno toccato livelli insostenibili.
 
 
 
 
 
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