Natale: alla tavola non si rinuncia. La crisi non frena i consumi. Si spenderanno 3,5 miliardi per festeggiare. Ma gli acquisti saranno oculati Più "made in Italy" e meno salmone, ostriche, caviale e frutta esotica

Ma gli acquisti saranno oculati Più "made in Italy" e meno salmone, ostriche, caviale e frutta esotica Natale: alla tavola non si rinuncia.

12/gen/2010 13.37.08 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Natale: alla tavola non si rinuncia. La crisi non frena i consumi. Si spenderanno 3,5 miliardi per festeggiare. Ma gli acquisti saranno oculati
Più “made in Italy” e meno salmone, ostriche, caviale e frutta esotica
 
Un’indagine della Cia evidenzia che gli italiani risparmieranno sui regali, però per le feste gli alimenti continueranno ad occupare un posto di primo piano. La spesa aumenterà dell’1,2 per cento rispetto al 2009. Ogni famiglia spenderà in media 230 euro. Bene gli acquisti di carni, vini, spumanti e dolci. In crescita la vendita diretta nelle aziende e nei mercati allestiti dagli agricoltori.
 
          La crisi scoraggia gli italiani che riducono le spese per i regali delle feste. Ma alla tavola natalizia, nonostante le preoccupazioni per le difficoltà economiche, non si rinuncia. E così per il cenone del 24 dicembre e per il pranzo del 25 dicembre si spenderanno, in alimenti, 3,5 miliardi di euro. Poco più di 230 euro a famiglia e con un aumento dell’1,2 per cento rispetto al 2009. Gli acquisti, saranno, comunque, più oculati; ma carni, prosciutti, salumi e vini batteranno gli articoli da vestiario (giacche, camicie e maglioni in testa), per i quali, come rilevano molte indagini, si annuncia un calo, forse in attesa dei saldi invernali. Vincerà ancora una volta la tradizione e le preferenze andranno anche quest’anno per i prodotti alimentari “made in Italy”. Non ci saranno, comunque, spese folli. Salmone, ostriche, caviale e frutta esotica ancora una volta con il contagocce. E lo spumante anche in questa occasione trionferà sullo champagne. Queste le previsioni della Cia-Confederazione italiana agricoltori, che ha compiuto un’indagine sulla base dell’andamento della compravendita nei vari passaggi della filiera agroalimentare e dei dati relativi al commercio estero.
Dall’indagine della Cia emerge che gli italiani, sempre più attenti ai conti, proprio a causa di una precaria situazione economica, indirizzeranno i loro acquisti verso prodotti enogastronomici più “abbordabili” sotto l’aspetto economico. Pochi, quindi, i cibi di “fascia alta”. Si guarderà, invece, molto al prodotto tipico legato al territorio.
La spesa alimentare delle feste natalizie sarà così ripartita: carni e insaccati (18,5 per cento del totale), pesce (11,8 per cento), pane e cerali (14,6 per cento), latte, formaggi e uova (13,1 per cento), frutta e ortaggi (15,2 per cento), vini e spumanti (14,2 per cento), dolci (12,6 per cento).
Andranno abbastanza bene -segnala l’indagine della Cia- gli acquisti di dolci (più 1,5 per cento), di frutta, sia fresca che secca, e di verdure (più 1,6 per cento). In picchiata, al contrario, i consumi di frutta esotica (tanto ricercata negli anni passati): ananas, avocado, banana, mango. Prodotti che dovrebbero avere una diminuzione superiore al 25 per cento.
In risalita anche i consumi di pane e pasta (rispettivamente, 0,8 e 1,3 per cento), di carni e insaccati (meno 0,3 per cento). Al palo, invece, le vendite dei formaggi (meno 0,5 per cento). Una buona performance dovrebbe essere registrata dai vini (più1,2 per cento), in particolare quelli rossi. Secondo l’indagine della Cia, si dovrebbero stappare circa 80 milioni di bottiglie, il 95 per cento di produzione italiana, con una crescita dell’1,2 per cento nei confronti dello scorso anno. Stesso discorso per gli spumanti che dovrebbero registrare un aumento negli acquisti tra l’1,5 e il 2 per cento.
Per gli acquisti dei prodotti agroalimentari da consumarsi durante le prossime feste natalizie, le oltre 23 milioni di famiglie italiane si rivolgeranno in prevalenza alla grande distribuzione commerciale (56 per cento), seguita dai negozi tradizionali (24 per cento), dai mercatini locali (18 per cento), e da internet (2 per cento).
Molta attenzione da parte degli italiani -annota la Cia- sarà rivolta ai tantissimi mercatini che verranno allestiti dagli agricoltori in questi giorni, in particolare nelle zone rurali, o nelle aziende agricole (si prevede una crescita delle vendite del 5 per cento rispetto allo scorso anno). Oltre all’acquisto prodotti di qualità, tipici e legati al territorio, si può anche risparmiare tra il 10 e il 15 per cento.
 
 
La tavola delle famiglie italiane a Natale
(dati in quantità)
 
Carni e insaccati +-0,3%
Formaggi -0,5%
Dolci +1,5%
Frutta e verdura +1,6%
Frutta esotica -25%
Vini +1,2%
Spumanti +1,5/2%
Pane +0,8%
Pasta +1,3%


Così sarà ripartita la spesa alimentare a Natale
(dati in percentuale)
 

Carni e insaccati 18,5
Latte, formaggi e uova 13,1
Dolci 12,6
Frutta e verdura 15,2
Vini e spumanti 14,2
Pane, pasta e derivati dei cereali 14,6
Pesce 11,8


 Stime Cia-Confederazione italiana agricoltori
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