Petrolio: il "caro-gasolio" mette alle corde le serre. In grave difficoltà anche le altre imprese agricole. È sempre più indispensabile il ripristino dell'"accisa zero" per ridurre i pesanti costi

12/lug/2010 12.54.18 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Petrolio: il “caro-gasolio” mette alle corde le serre. In grave difficoltà anche le altre imprese agricole. È sempre più indispensabile
il ripristino dell’“accisa zero” per ridurre i pesanti costi
 
La Cia sottolinea che in poco meno di un anno il prezzo del carburante agricolo è aumentato del 40-45 per cento. La mancata riconferma delle agevolazioni fiscali ha avuto effetti devastanti. È necessario che il “bonus” venga esteso a tutta l’imprenditoria agricola, viste le impennate che si stanno registrando sui mercati petroliferi.
 
Il “caro-gasolio”, innescato dai nuovi prezzi record del petrolio (che ormai supera i 90 dollari al barile), sta mettendo in grave difficoltà anche l’agricoltura. Pesantissime sono soprattutto le conseguenze per le serre che rischiano un drammatico tracollo. I costi petroliferi, soprattutto dopo l’abolizione dell’“accisa zero”, sono cresciuti in maniera dirompente (circa il 40-45 per cento in un solo anno). Ma in grave difficoltà sono anche tutte le imprese agricole che, oltre al carburante, vedono crescere gli oneri produttivi, contributivi e burocratici. A lanciare l’allarme è la Cia-Confederazione italiana agricoltori, che denuncia un profondo stato di incertezza e di forte preoccupazione tra i produttori
Siamo in presenza di una situazione esplosiva per il settore. Molte aziende floricole e orticole -avverte la Cia- corrono il pericolo di chiudere definitivamente i battenti. L’arrivo del freddo, oltretutto, farà crescere ancora di più il ricorso al riscaldamento delle strutture serricole e ciò determinerà un incremento di consumi di carburanti, con il relativo aggravio nella gestione aziendale.
Per questa ragione, la Cia chiede non solo la reintroduzione ma anche l’estensione del “bonus gasolio” per tutte le imprese agricole, in considerazione dei gravosi costi che sono costrette a sostenere. Un intervento che, ovviamente, sia compatibile con le norme Ue ed eviti così ulteriori querelle. Una misura, quindi, che sia in grado di garantire un futuro alle aziende italiane che operano nell’orto-florovivaismo e non solo.
D’altra parte, l’agevolazione -ricorda la Cia- fu introdotta per contenere i pesanti effetti del “caro-gasolio”, le cui quotazioni stanno avendo ora avendo una nuova impennata e vanno ad incidere sulla gestione delle serre e di tutte le aziende agricole. Appare, quindi, assurdo che l’“accisa zero” sia stata cancellata, provocando danni incalcolabili.
 
 
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