Etichettatura: l'accordo Ue non va. Così non si tutelano i consumatori e gli agricoltori. Poca chiarezza sull'origine del prodotto

12/lug/2010 15.50.58 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Etichettatura: l’accordo Ue non va. Così non si tutelano i consumatori
e gli agricoltori. Poca chiarezza sull’origine del prodotto
 
Critico il presidente della Cia Giuseppe Politi. Condividiamo le preoccupazioni espresse dal presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro: è un passo indietro rispetto a quanto sostenuto e approvato dall’Assemblea di Strasburgo. Ora l’Italia, che non ha votato le proposte del Consiglio, deve impegnarsi per modificare la norma.
 
“L'accordo politico raggiunto oggi dal Consiglio dei ministri Ue degli Affari sociali, sanità e consumatori sull’etichettatura degli alimenti non può assolutamente essere accolto in maniera positiva. Se, infatti, da una parte viene confermato quanto sostenuto dal Parlamento europeo in materia di valori energetici, etichettatura nutrizionale delle bevande alcoliche incluso il vino, sistemi cromatici di etichettatura, dall’altro non garantisce un effettivo obbligo in etichetta del luogo d’origine. Siamo, pertanto, d’accordo con Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura dell’Assemblea di Strasburgo quando afferma che si tratta di un preoccupante passo indietro rispetto agli importanti risultati raggiunti dagli eurodeputati. Dopo, oltretutto, un lungo e faticoso lavoro”. Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi per il quale l’Italia, che non ha votato le proposte, deve sviluppare un’azione incisiva per modificare la nuova norma introdotta, in modo da salvaguardare sia i consumatori che gli agricoltori.
Quello raggiunto oggi è, d’altra parte, un accordo politico in prima lettura, che dovrà essere adottato in una successiva sessione del Consiglio Ue per poi trasmettere il testo al Parlamento europeo per una seconda lettura. “Giustamente il presidente De Castro -ha rimarcato Politi- ha fatto notare che l'obbligo del luogo di provenienza per i prodotti agricoli, per i prodotti mono ingrediente e per carne e pesce ove utilizzati come unico ingrediente nei prodotti trasformati è stato sostituito da un sistema etichettatura su base volontaria, ad eccezione del caso in cui si induca in errore il consumatore, annullando, di fatto, quanto il Parlamento europeo aveva introdotto, grazie all’azione svolta dalla Commissione Agricoltura”.
“Non condividiamo, poi, la decisione che per gli altri prodotti, fatta eccezione per le carni suine, di agnello e di pollame (per i quali viene estesa la normativa oggi vigente per le carni bovine), venga rimandato ad una relazione della Commissione Ue, da presentare al Parlamento entro il 2014, per valutare l'opportunità di introdurre sistemi di etichettatura obbligatoria".
“Un accordo, quindi, che lascia molto amaro in bocca, visto soprattutto i risultati estremamente positivi conseguiti nel nostro Paese in fatto di etichettatura, specie dopo l’approvazione del ddl in Senato. Da qui l’esigenza che -ha concluso Politi- in seconda lettura si lavori per ripristinare quanto approvato dal Parlamento europeo che sicuramente rappresenta una risposta efficace nei confronti dei consumatori e dei produttori agricoli”.
 
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