Pastori: contro la grave crisi servono nuove politiche

Pastori: contro la grave crisi servono nuove politiche 10 dicembre 2010 Pastori: contro la grave crisi politiche nuove ed efficaci Abbattere i pesanti costi, prezzi del latte realmente remunerativi Subito un Piano per il rilancio e misure di sostegno per le aziende Grande Assemblea nazionale della Cia a Nuoro con il presidente Giuseppe Politi.

12/ott/2010 14.58.28 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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10 dicembre 2010
 
Pastori: contro la grave crisi politiche nuove ed efficaci
Abbattere i pesanti costi, prezzi del latte realmente remunerativi
Subito un Piano per il rilancio e misure di sostegno per le aziende
 
Grande Assemblea nazionale della Cia a Nuoro con il presidente Giuseppe Politi. Sottolineata per rispondere in maniera efficace alla drammaticità del momento che stanno vivendo i produttori, soprattutto in Sardegna. Dichiarare lo stato di crisi. Fiscalizzazione, “bonus gasolio”, blocco del pagamento dei mutui. Ridare liquidità alle aziende agricole. Interventi mirati per il Pecorino Romano. Domani un’altra Assemblea della Confederazione con gli allevatori sardi.
 
Stato di crisi del settore attraverso un’ azione congiunta di Regioni e Governo per il riconoscimento e l’approvazione da parte dell’Ue; costituzione di un Tavolo nazionale permanente presso il ministero delle Politiche agricole per il settore ovicaprino che definisca, come per il Grana e il Parmigiano, interventi di smaltimento delle giacenze eccedentarie da destinare agli indigenti; estendere al Pecorino Romano provvedimenti comunitari in materia di stoccaggio privato finalizzato a governare la volatilità dei prezzi e il mercato; predisposizione di azioni di valorizzazione e promozione dei prodotti derivati dall’allevamento ovino (derivati del latte e agnello); definizione da parte del ministero del piano per l’ ovicaprino; blocco del pagamento dei mutui, oneri sociali e previdenziali, per un periodo sufficiente alla ripresa delle attività produttive; facilitazione dell’accesso alla ricontrattazione dei debiti bancari. Sono queste alcune delle misure richieste oggi dalla Cia-Confederazione nazionale, durante la grande Assemblea svoltasi a Nuoro che ha visto la partecipazione di centinai di pastori, per far uscire il comparto dalla grave emergenza in cui si trova e garantire così ai produttori, in pesante difficoltà, certezze per il loro futuro.
L’Assemblea della Cia, che precederà un’altra in programma domani sempre a Nuoro e che sarà dedicata ai problemi del settore ovicaprino in Sardegna, è stata l’occasione per fare il punto sull’attuale pesante situazione e per rilanciare con forza una serie di richieste per rispondere in maniera concreta ed efficace alle esigenze dei pastori che da tempo vivono una drammatica crisi, fatta di redditi in crollo, di costi in forte salita e di prezzi del latte ormai non più remunerativi. A puntare il dito sulle difficoltà del comparto e sull’esigenza di nuove politiche è stato il presidente nazionale della Confederazione Giuseppe Politi che ha concluso i lavori. Ma anche tutti gli altri intervenuti (tra i quali diversi rappresentanti delle Regioni), a cominciare dal presidente della Cia Sardegna Martino Scanu, hanno rimarcato la necessità di una svolta per riprendere con vigore la strada dello sviluppo e della competitività.
La Cia ritiene che la drammaticità della crisi che sta investendo il settore del latte ovino abbia origine nell’incapacità dell’industria di trasformazione nel ricercare nuovi mercati, nel produrre e commercializzare in funzione della remunerazione del prodotto primario, scaricando sul pastore, tutti gli oneri e le difficoltà della stessa industria. Altri motivi -come ha rilevato Politi- risiedono nella scarsa concentrazione dell’offerta con un approccio disomogeneo al mercato da parte dei produttori del latte e nell’eccessiva polverizzazione del sistema cooperativo che ne determina la sua inconsistenza.
Nel corso dell’Assemblea si è insistito molto sull’urgenza di adeguate politiche per il riequilibrio del mercato del pecorino attraverso il ritiro delle eccedenze, per stimolare l’organizzazione del prodotto con incentivi alla costituzione di strumenti di aggregazione dei produttori, per sviluppare ricerca e innovazione in modo di andare oltre il Pecorino romano affinché il latte da destinare alla sua produzione non sia superiore al 50 per cento del totale prodotto con l’individuazione di strategie volte alla differenziazione della produzione casearia e la valorizzazione di prodotti innovativi.
Per la Cia, inoltre, occorre permettere la partecipazione dei rappresentanti degli allevatori negli organi di governo dei Consorzi di tutela Dop, con la modifica degli statuti e istituire l’etichetta di origine obbligatoria per tutti i prodotti derivati dal latte ovino e per le carni.
Molta attenzione è stata dedicata anche agli strumenti per ridurre i costi di produzione e di gestione dell’impresa agricola. In tale contesto- come ha rilevato lo stesso presidente Politi- occorre il ripristino e l’estensione a tutto il territorio delle regioni interessate della fiscalizzazione degli oneri sociali, la reintroduzione del “bonus gasolio” e un intervento finalizzato all’abbattimento dei costi di adeguamento alle norme sull’anagrafe ovicaprina. Non solo. E’ indispensabile anche favorire, attraverso la semplificazione amministrativa e burocratica la costruzione d’impianti di auto-produzione di energia. A questo si deve aggiungere il riconoscimento e l’applicazione della continuità territoriale della regione Sardegna e di norme atte a favorire la disponibilità delle risorse idriche a prezzi equi.
Insomma, la Cia -ha affermato il presidente Politi- è fortemente preoccupata per la drammaticità della situazione che sta vivendo il settore ovicaprino, soprattutto in Sardegna. Uno scenario allarmante che va affrontato con la dovuta incisività e concretezza. C’è l’esigenza di operare con la massima tempestività per evitare il tracollo. E su questo fronte la Confederazione è pienamente mobilitata.
 
 
 
Le produzioni ovicaprine in Italia
 
L’Italia ha un patrimonio ovino di 8.013.000 capi, dati 2009, e caprino di 961.000 capi.
Per l’ovino le regioni maggiormente rappresentative sono:
 
Sardegna                           3.505.000 capi
allevamenti  12.800
(45 % della Plv Regionale)
Sicilia                                   801.000 capi
allevamenti    4.963
Lazio                                    761.000 capi
                  allevamenti    7.989
Toscana                               581.000 capi
allevamenti    4.918
Basilicata                              378.000 capi
allevamenti    7.426
Abruzzo                                335.000 capi
allevamenti    6.590
 
 
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