Inflazione: l'agricoltura frena la corsa. Aumenti contenuti sugli scaffali Sulle imprese pesano i rincari dei carburanti . Subito il "bonus gasolio"

Subito il "bonus gasolio" Nonostante gli aumenti dei prezzi sui campi registrati negli ultimi mesi, che, tuttavia, non compensano il crollo del 2008 e del 2009, il settore primario -avverte la Cia- continua ad avere un importante ruolo calmieratore.

16/dic/2010 13.38.46 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Inflazione: l’agricoltura frena la corsa. Aumenti contenuti sugli scaffali Sulle imprese pesano i rincari dei carburanti. Subito il “bonus gasolio”
 
Nonostante gli aumenti dei prezzi sui campi registrati negli ultimi mesi, che, tuttavia, non compensano il crollo del 2008 e del 2009, il settore primario -avverte la Cia- continua ad avere un importante ruolo calmieratore. I redditi degli agricoltori registrano, però, un costante calo.
 
Nonostante gli aumenti registrati negli ultimi mesi che, tuttavia, non compensano le gravi perdite registrate nel 2008 e nel 2009 (meno 18 per cento), i prezzi all’origine dei prodotti agricoli continuano ad esercitare un effetto di freno all'inflazione. Lo sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale, commentando i dati definitivi relativi allo scorso mese di novembre diffusi oggi dall'Istat, ribadisce che, grazie alle quotazioni sui campi, i listini al consumo degli alimentari non hanno subito vertiginose impennate (più 0,7 per cento in un anno).
Ma sulle imprese agricole -avverte la Cia- gravano pesanti costi, a cominciare dai carburanti che, in seguito alla mancata reintroduzione del “bonus gasolio” (un’agevolazione sempre più indispensabile e che, quindi, deve tornare non solo per le serre, ma anche per tutte le altre aziende) e dal vertiginoso incremento del prezzo del petrolio, che continua a registrare nuovi record, penalizza duramente gli imprenditori. Basta dire che nel primi nove mesi dell’anno la “bolletta petrolifera” per il settore agricolo è cresciuta di oltre il 25 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Comunque, il settore agricolo, a differenza degli altri, è l’unico che, pur facendo i conti con una grave crisi , continua ad avere un andamento positivo sul rallentamento sui prezzi al consumo degli alimentari che, pur con alcune eccezioni, si sono mantenuti ben al di sotto dei rincari avutisi negli anni passati. E così vediamo che il pane è aumentato dal novembre 2009 dello 0,4 per cento, le carni dello 0,7 per cento, il latte, i formaggi e le uova dell’1,7 per cento, mentre si hanno anche diminuzioni. E il caso della frutta (meno 0,9 per cento) e degli oli (meno 1,6 per cento).
Per la Cia, l’apporto calmieratore del settore è divenuto ormai una costante in questi ultimi tre anni, nonostante il fatto che sull’agricoltura sono continuati a gravare pesanti oneri (costo del lavoro, contributi previdenziali, credito bancario, caro-gasolio) e che i consumi alimentari restano anche quest’anno stagnanti. Il tutto si è tradotto, durante il 2009, in un taglio superiore al 20 per cento dei redditi dei produttori agricoli. Un trend che verrà confermato nel 2010.
 
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