Il Paese ha bisogno di governabilità e stabilità . Per le imprese servono reali certezze. Occorre al più presto delineare un chiaro quadro politico

16/dic/2010 13.42.12 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Il Paese ha bisogno di governabilità e stabilità. Per le imprese servono
reali certezze. Occorre al più presto delineare un chiaro quadro politico
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi, alla vigilia dell’Assemblea nazionale della Confederazione (21 dicembre prossimo a Roma), sottolinea l’esigenza di rasserenare l’attuale clima di preoccupante tensione che può portare ad una pericolosa deriva. Occorre operare scelte che aprano prospettive nuove alla società e al sistema economico. L’agricoltura, oggi in grave difficoltà, ha necessità di un vero progetto di politica agraria.
 
“Il clima di grande difficoltà politica e le tensioni e gli scontri tra le forze politiche rischiano di portare ad una pericolosa deriva. E gli effetti potrebbero essere devastanti non solo sotto l’aspetto sociale ma anche per quello economico e produttivo. Per questo motivo c’è sempre più bisogno di un quadro di reali certezze. Quello che è avvenuto in questi ultimi giorni è preoccupante. E può mettere in pericolo il futuro stesso della nostra democrazia. Ecco perché riteniamo indispensabile un pronto chiarimento e l’avvio di una fase nuova che permetta di riportare il tutto sui giusti binari. Occorre dare risposte valide all’intera società che non può continuare a vivere in una situazione di allarmante instabilità. C’è bisogno di governabilità e di stabilità e non di un mortificante ‘teatrino’ della politica”. Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi alla vigilia dell’Assemblea nazionale dell’organizzazione agricola che si terrà a Roma il prossimo 21 dicembre e durante la quale si ribadirà con forza l’esigenza di concretezza e di serietà per affrontare i problemi veri, tra i quali quelli dell’agricoltura che da tempo è costretta ad operare in una profonda e delicata crisi. Certamente la più difficile degli ultimi trent’anni.
Nonostante i gravi problemi, l’agricoltura italiana non è, però, allo sbando; tanto meno gli agricoltori non hanno ‘tirato i remi in barca’ e rinunciato ad essere imprenditori. “Il problema vero è che -ha aggiunto Politi- nel nostro Paese c’è una sostanziale rinuncia ad una politica agraria nazionale. I fatti di questi ultimi due anni lo hanno confermato chiaramente. La stessa mancanza di una strategia precisa per la riforma della Pac 2013 è un segnale grave. I recenti avvenimenti politici contribuiscono a rendere sempre più fosco lo scenario”.
“Per tale ragione auspichiamo un rasserenamento del quadro politico. E per l’agricoltura -ha rimarcato il presidente della Cia- riteniamo quanto mai necessaria una radicale inversione di rotta. Un nuovo progetto che apra prospettive al settore e sappia rispondere con grande efficacia alle esigenze dei produttori che stanno operando tra mille difficoltà e problemi”.
“Il governo deve riaccendere i riflettori sulle imprese agricole. Ma anche l’insieme delle forze politiche -ha rilevato Politi- sono chiamate ad un atteggiamento diverso e più costruttivo verso più di due milioni di persone che vivono in agricoltura e di agricoltura. L’attuale complessa situazione politica, per la quale nutriamo non poche preoccupazioni, non deve essere un alibi per non fare”.
“L’Italia ha bisogno di una nuova politica agraria, più volte chiesta ed annunciata, ma mai nemmeno messa in cantiere. E in questo contesto è indispensabile -ha detto ancora il presidente della Cia- la Conferenza nazionale sull’agricoltura e lo sviluppo rurale per delineare una strategia condivisa e di ampio respiro. Quindi, non più solo di provvedimenti di emergenza e frammentari. Occorre sviluppare ricerca ed innovazione, ricambio generazionale e aggregazione fondiaria, efficienza dei mercati, sostegno della competitività e costi di produzione, semplificazione amministrativa”.
E l’Assemblea nazionale della Cia del 21 dicembre, che si terrà presso l’Auditorium Parco della Musica, sarà l’occasione per lanciare un preciso messaggio. Lo stesso tema che caratterizzerà i lavori, “Nel futuro più agricoltura”, è sintomatico di un impegno per un nuovo processo di sviluppo e competitività delle imprese agricole che racchiudono enormi energie e potenzialità e possono contribuire a vincere le prossime decisive sfide che attendono il Paese.
Nel corso dell’Assemblea, che sarà aperta da una relazione del presidente Politi, si procederà anche al rinnovo degli organismi dei Gruppi di interesse economico che, all’interno della Confederazione, svolgono un ruolo di primaria importanza per delineare le azioni da sviluppare nei singoli comparti. Con essi gli agricoltori diventano sempre più reali protagonisti della vicenda economica e sociale.
 
 
 
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