I Gruppi di interesse economico della Cia rilanciano la loro azione. Gli agricoltori sempre più protagonisti. Un forte impegno per la tutela dei redditi, per dare risposte valide alle imprese in difficoltà

21/dic/2010 13.09.35 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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I Gruppi di interesse economico della Cia rilanciano la loro azione

Gli agricoltori sempre più protagonisti. Un forte impegno per la

tutela dei redditi, per dare risposte valide alle imprese in difficoltà

 

Nel corso dell’Assemblea nazionale della Cia, i Gie, dopo circa due anni di esperienza positiva e di intenso lavoro, hanno rinnovato i presidenti e affinato l’iniziativa nell’ambito delle scelte confederali di politica agricola. Sette i settori in cui operano: vino, olio d’oliva, ortofrutta, zootecnia, cereali, florovivaismo, colture industriali. Il presidente Giuseppe Politi: “abbiamo voluto organizzare e rappresentare gli interessi dei nostri associati nelle complesse dinamiche del mercato”.

 

Dopo circa due anni di esperienza positiva e di lavoro intenso, i Gie-Gruppi di interesse economico, costituiti dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori nel febbraio del 2009, riconfermano il loro impegno e la loro azione e si rilanciano con forza nel grande arcipelago dell’agroalimentare del nostro Paese. Oggi a Roma, in occasione dell’Assemblea nazionale dell’Organizzazione agricola, queste strutture operative hanno rinnovato i presidenti, affinando l’iniziativa per dare, nell’ambito della Confederazione, il contributo per cercare di dare risposte ai grandi e complessi problemi che comprimono il settore primario. E così i produttori agricoli, che compongono, appunto, i Gie, diventano sempre più reali protagonisti, sulla linea strategia avviata dalla Cia con la V Assemblea elettiva del febbraio 2010.

I Gie si occupano dei comparti portanti dell’agricoltura italiana (vino, olio d’oliva, ortofrutta, zootecnia, cereali, florovivaismo, colture industriali) e hanno come obiettivo prioritario quello di analizzare le varie realtà produttive e fornire le indicazioni per affrontare con maggiore determinazione gli aspetti del mercato, rafforzare le filiere, individuando percorsi per valorizzare le produzioni e per rendere più competitive le imprese agricole. “Si tratta -come ha affermato il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi- di un’arma in più per contrastare la crisi e aprire una fase di reale crescita del nostro mondo agricolo”.

Dalla loro costituzione, i Gie hanno avviato un percorso che si è articolato dal livello provinciale a quello interprovinciale, dal regionale al nazionale. “Oggi i Gruppi di interesse economico -ha rilevato Politi- sono presenti per le principali produzioni e diffusi nel Paese. È stato, nel complesso, un lavoro positivo, anche considerata la relativa novità. Da qui l’esigenza di organizzare e rappresentare gli interessi dei nostri associati nelle sempre più complesse dinamiche del mercato”.

“Abbiamo scelto questa strada -ha aggiunto il presidente della Cia Giuseppe Politi- per promuovere la partecipazione diretta degli agricoltori nelle decisioni fondamentali in politica agricola. D’altra parte, nella nostra agricoltura operano imprenditori che hanno negli anni dimostrato di saper governare le loro imprese e hanno dato un contributo importante allo sviluppo economico del nostro Paese”.

I Gie della Cia rappresentano, dunque, la partecipazione e il protagonismo degli agricoltori nelle scelte e nella vita della Confederazione. “Nella formazione dei Gie -ha rimarcato Politi- non abbiamo copiato modelli, ma abbiamo proceduto in maniera originale per raggiungere questo obiettivo. Essi sono uno strumento concreto per contribuire all’elaborazione delle strategie confederali nei settori produttivi ed all’elaborazione delle proposte. Ma sono anche un luogo di dibattito e di confronto concreto sulle politiche che riguardano i singoli settori produttivi. Insomma, un modo per dare maggiore concretezza alla partecipazione degli agricoltori alla vita dell’Organizzazione”.

“Il protagonismo degli agricoltori -ha sottolineato ancora il presidente della Cia- va affermato e attuato con nuove regole interne di governance. La nostra è una Confederazione dove tutti gli agricoltori soci pesano e sono protagonisti. Una Confederazione, forte e autorevole nella capacità di agire, che moltiplica le possibilità di avvicinamento dei non iscritti. I Gruppi di interesse economico sono, quindi, i ‘mattoni’ con i quali realizziamo -ha concluso- la responsabilità degli agricoltori sui quali puntare per costruire la nostra futura classe dirigente”.

 

 

 

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