"Milleproroghe": nessuna risposta alla crisi dell'agricoltura

"Milleproroghe": nessuna risposta alla crisi dell'agricoltura Il presidente della Cia Giuseppe Politi: ancora una volta il governo si è mostrato sordo alle legittime richieste degli imprenditori agricoli.

22/dic/2010 13.19.02 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
“Milleproroghe”: nessuna risposta alla crisi dell’agricoltura
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi: ancora una volta il governo si è mostrato sordo alle legittime richieste degli imprenditori agricoli. Sempre più indispensabile la reintroduzione del “bonus gasolio”. Nostro auspicio è che nel dibattito parlamentare si possano apportare correzioni al decreto e venire incontro alle difficoltà delle imprese.
 
“Ancora una volta l’agricoltura è rimasta senza alcuna concreta risposta. Il decreto ‘Milleproroghe’, approvato oggi dal Consiglio dei ministri, lo conferma in maniera palese. In esso non troviamo traccia dei gravi problemi delle imprese agricole, in termini di interventi per ridurre i pesanti costi delle imprese. Anche in questo frangente il governo si è dimostrato sempre più sordo all’emergenza del settore agricolo. Le aziende sono ormai al collasso, con costi produttivi, contributivi e burocratici opprimenti, con prezzi non remunerativi e redditi sempre più corrosi. Quest’anno più di 25 mila sono state costrette a chiudere”. Lo afferma il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi, preoccupato per la difficile situazione in cui vivono gli agricoltori che ogni giorno di più vedono infittirsi i problemi e il loro futuro resta carico di incertezze.
“Era indispensabile che con il ‘Milleproroghe’ venisse reintrodotta l’agevolazione fiscale per l’acquisto del gasolio per il riscaldamento delle coltivazioni sotto serra. Questo, però, non è avvenuto. Nostro auspicio, ora, è quello -sottolinea Politi- che, in sede di discussione parlamentare del decreto, possano essere introdotti i necessari correttivi, a cominciare, appunto, dall’‘accise zero’ sul carburante”.
“Come abbiamo espresso un giudizio positivo sulla legge di stabilità che ha reso permanenti le agevolazioni fiscali e contributive a favore della piccola proprietà coltivatrice e delle imprese che operano nelle zone svantaggiate, questa volta dobbiamo riaffermare il nostro più vivo rammarico per la mancata decisione sul gasolio che rischia di aggravare la situazione delle imprese”.
“Il ‘caro-gasolio’, d’altra parte, sta avendo effetti devastanti per le aziende. In un anno il prezzo del carburante ha avuto un’impennata del 25 per cento del prezzo del carburante agricolo. Da qui la necessità -conclude Politi- di intervenire tempestivamente”.
 
 
 
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl