AIEA: l'amianto di Oricola tra i siti di bonifica di interesse nazionale

10/gen/2011 10.01.49 Virgilio E. Conti Contatta l'autore

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L’Associazione Italiana Esposti Amianto chiede che

il sito inquinato ex fornace Corvaia di Oricola venga

inserito nei siti di bonifica di interesse nazionale

                                                                    

Da: Associazione Italiana Esposti Amianto AIEA


A Spett.li:

Ministro dell'Ambiente
On. Stefania Prestigiacomo

Ministero della Salute
Provincia di l'Aquila
Comune di Oricola
Regione Abruzzo
 

e p.c. a Spett.li:

Prefettura di l'Aquila
Corte di Appello di L'Aquila
ARTA Abruzzo
ASL n° 1 Avezzano - Sulmona
Dipartimento della Protezione Civile di Roma
Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente
Guardia di Finanza

Oggetto: sito gravemente inquinato da amianto nel comune di Oricola (AQ)

In relazione all'appello in allegato, rivolto anche ai movimenti ambientalisti, nel quale viene evidenziata una grave e persistente situazione di rischio e di possibile danno alla salute per i cittadini che vivono nelle vicinanze del sito ex fornace Corvaia di Golfarolo, Comune di Oricola (AQ), nell'intero comune e nella zona circostante, l'Associazione Italiana Esposti Amianto (AIEA) intende prendere posizione e fare una precisa richiesta. L'AIEA ha  sede in Milano, è stata fondata a Casale Monferrato nel 1989, si batte per l'eliminazione dell'amianto su tutto il territorio nazionale (e a livello mondiale poiché è parte della rete internazionale Ban Asbestos con sede a Londra), è stata fra i promotori  di due Conferenze nazionali (Monfalcone 2004, Torino, 2009), di una Conferenza Europea (Bruxelles 2005), di una conferenza internazionale (Torino, 2010); è parte civile nei più importanti processi per morti e malati da amianto (Torino, contro ETERNIT; Verbania, contro Montefibre; Saluzzo, contro ALLSTOM; Mantova, contro Montedison, Padova, contro Marina Militare).

- Va considerato  che dal 2007 il sindaco del Comune di Oricola ha emanato un'ordinanza di bonifica e messa in sicurezza del sito in questione; che,   il medesimo Comune, non sembra essere in grado di fare fronte alle spese per esercitare i poteri sostitutivi, in quanto il proprietario non provvede;

- considerando che sono state interessate tutte le autorità Amministrative territoriali e quella  regionale,

- che pure è intervenuta la Procura della Repubblica,

- che la situazione di rischio permane grave e immutata e le stesse amministrazioni comunali, provinciali, regionali e sanitarie risultano, allo stato attuale, inadempienti


CHIEDE AL MINISTRO DELL'AMBIENTE


che il sito ex fornace Corvaia di Golfarolo, Comune di Oricola (AQ), di cui si parla venga inserito nei siti di bonifica di interesse nazionale  di cui al decreto del ministero dell'Ambiente 18 settembre 2001 n. 468 (in riferimento all'art. 1 comma 3 legge 9 dicembre 1998 n. 426) o che in alternativa trovi altre forme che permettano la messa in sicurezza e la bonifica in tempi certi e brevi non superiori a 90 giorni a partire dal 1 gennaio 2011.

Si ringrazia per l'attenzione e si resta in attesa di una Sua cortese
risposta conformemente a quanto stabilito dalla legge 241/90

Il Presidente                             

Armando Vanotto

 

Il segretario
Fulvio Aurora
                    
Milano, 27 dicembre 2010

 

 

Anno 2011 - ex fornace Corvaia di Oricola

 

L’amianto, l’appello e gli auguri

 

Le carte dell’amianto... un faldone grosso e polveroso più del sito che raccontano, … giacciono tutte lì, negli uffici che registrano, protocollano, timbrano, … Le carte, ingiallite e invecchiate al pari dei vecchi pezzi di eternit che cadono, volano, si disperdono … Le carte, pesanti e ferme come e più della struttura inquinata che pur qualche sussulto manifesta nel crollo e nella dispersione aerea dei suoi invisibili e pericolosi frammenti ... Le carte, … trasudano di garantismo ma non proteggono … Le carte, inutili ma indispensabili per sbrogliare una vicenda di diritti calpestati …

 

 

il sito
è un orrendo, fatiscente e pericoloso capannone industriale di 10000 mq (nella foto una vista parziale), denominato ex fornace Corvaia, situato in località Golfarolo (Comune di Oricola, AQ) e limitrofo ai territori di Carsoli, Pereto, Arsoli, Rocca di Botte, Riofreddo…

                                     

i pezzi
- secondo gli esami condotti da ASL di Avezzano-Sulmona e ARTA Abruzzo, trattasi di sostanze estremamente pericolose per la salute: amianto in matrice friabile del tipo crisotilo o asbesto bianco e crocidolite o asbesto blu; in altre parole, polveri di eternit che, se inalate, risultano letali e cancerogene anche a distanze “notevoli”
- il capannone in cemento/amianto, abbandonato, diroccato e aggredito dagli elementi atmosferici che da vent’anni ne provocano sfaldamenti e crolli appare sempre più strutturalmente degradato ed al limite del collasso; il cedimento della costruzione aggraverebbe, se possibile, l’habitat in quanto accrescerebbe a dismisura il quantitativo delle microfibre amiantifere in aerodispersione
- il relitto, grava su un’area sovrastante i pozzi d’acqua delle abitazioni, confina con un corso d’acqua naturale, con un depuratore e con un laghetto di pesca sportiva

                                                                                                       

i soggetti
- la proprietà del sito

- il Comune di Oricola
- la Procura della Repubblica di Avezzano

- la Corte d’Appello dell’Aquila

- l’agenzia per l’ambiente ARTA Abruzzo
- la ASL di Avezzano-Sulmona
- l’Amministrazione Provinciale dell’Aquila
- la Regione Abruzzo
- la Prefettura dell’Aquila
- il Dipartimento della Protezione Civile di Roma

le carte
- le carte, riferiscono esposti e denunce, ispezioni e analisi, ordinanze e ingiunzioni, sequestri e processi

- le carte, giacciono tutte lì, negli uffici dove si registra, si protocolla, si timbra
- le carte, costituiscono un faldone ormai cospicuo e polveroso più del sito dei veleni che denunciano, accusano, condannano
- le carte, pesanti e ferme come e più della struttura incriminata che pur qualche sussulto manifesta nel crollo e nella quotidiana dispersione aerea dei suoi pezzi

- le carte, trasudano garantismo ma non difendono dalle sostanze che contaminano l’aria, la terra, l’acqua e che incombono ad ogni respiro, leggere ma gravi, eteree ma cancerogene
- le carte, inutili ma indispensabili per sbrogliare una vicenda di salute pubblica e di diritto  ambientale calpestati.

                                                                         

i tempi

- il tempo trascorso dalle certificazioni ASL e ARTA che attestano la pericolosità del sito è di tre anni e mezzo
- il tempo massimo di trenta giorni previsto dall’Ordinanza del Comune di Oricola per lo sgombero e la bonifica è scaduto da tre anni
- il tempo trascorso dal sequestro penale e dalle prime notifiche sanzionatorie è di due anni e sei mesi
- il tempo trascorso dall’emanazione della sentenza (che ha decretato la condanna della persona fisica proprietaria del sito e ordinato la bonifica dell’area) è superiore a un anno
- dicembre 2010, nessuna messa in sicurezza, nessuna rimozione dei materiali inquinanti, nessuna bonifica del territorio; si resta in attesa di veder attuato quanto disposto da ARTA e ASL, ordinato dal Comune di Oricola, sollecitato dalla Protezione Civile di Roma, dalla Regione Abruzzo, dalla Provincia e dalla Prefettura dell’Aquila e, da ultimo, intimato dalla Procura di Avezzano: ma questa sentenza che nel settembre 2009 condannava la proprietà inadempiente è stata impugnata ed il procedimento penale, esperito appunto il primo grado di giudizio, ora pende innanzi alla Corte d’Appello dell’Aquila

Stante poi che il nostro ordinamento prevede tre gradi di giudizio e che i procedimenti giudiziari non sono sempre celeri, si comprende che per ottenere la messa in sicurezza e la bonifica del territorio occorrerà verosimilmente aspettare tempi lunghi e, forse, patire ulteriori proroghe e rinvii.

                     

anno 2011

- si prefigura uno scenario francamente inaccettabile da parte di chi da decenni vive a fianco del sito avvelenato; perciò si ritiene che, indipendentemente dai tempi e dalle risultanze dei futuri passaggi giudiziari, si debba intervenire con somma urgenza per la protezione delle persone e dell’ambiente al fine di porre in essere le misure di sicurezza, gli interventi di rimozione delle sostanze nocive, il loro corretto smaltimento e le opere di bonifica del territorio

 

l’appello

ed il sollecito sono rivolti a tutte le istituzioni e, particolarmente, al Comune di Oricola, alla Provincia dell’Aquila ed alla Regione Abruzzo perché orientino la soluzione di questo caso verso l’unica, allo stato dei fatti, praticabile e cioè quella che passa per l’esercizio dei poteri sostitutivi da parte della Pubblica Amministrazione, come previsto dalle Ordinanze Sindacali di Oricola, dalle leggi vigenti (D.L. n° 152/2006 - Norme in materia ambientale) e in nome dei principi di rispetto ambientale e sanitario in cui credono tutti coloro che ritengono di avere il diritto di respirare aria senza amianto e, non ultimo, in virtù del fatto che l’osservanza dei principi medesimi significa sempre un risparmio di vite e oneri sociali.

 

Un informale appello è pure rivolto ai Sindaci delle Comunità limitrofe perché assumano un approccio proattivo e sinergico nella tutela della salute pubblica; si consideri che il consenso popolare dipenderà sempre di più dalla cura del territorio e dalla qualità della vita che gli amministratori sapranno attuare.

Una preghiera è altresì indirizzata agli Operatori dell’informazione, della Sanità e dei movimenti ambientalisti perché informino di più e meglio quanto alcune gravi malattie si possano sconfiggere eliminando all’origine le cause che le producono.

Si rinnova il ringraziamento a quei Responsabili e Dirigenti degli Uffici contattati i quali, fin qui rispondendo ad appelli e segnalazioni, hanno dato assistenza e manifestato la vicinanza della Pubblica Amministrazione al cittadino.

Buon anno                                                

VC

 

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