Agricoltura: i Caa insostituibili nel rapporto tra Pubblica amministrazione e agricoltori. Bene i chiarimenti di Agea

È quanto sottolinea il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in una lettera inviata al presidente di Agea Dario Fruscio, in cui esprime soddisfazione per le sue dichiarazioni in merito alle notizie relative alla volontà della stessa Agea di sospendere il rapporto convenzionato proprio con i Caa.

01/nov/2011 16.25.59 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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 Agricoltura: i Caa insostituibili nel rapporto tra Pubblica amministrazione e agricoltori. Bene i chiarimenti di Agea
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi scrive al presidente Dario Fruscio. Servono, comunque, precisi segnali di attenzione verso un pieno riconoscimento del lavoro dei Centri di assistenza agricola e per la crescita e il miglioramento dell’intero sistema amministrativo.
 
“I Caa (i Centri autorizzati di assistenza agricola) sono elementi fondamentali e insostituibili nel processo di sussidiarietà funzionale alla gestione del rapporto tra Pubblica amministrazione e agricoltori e sono in grado di contribuire fortemente all’obiettivo di gestire il complesso iter degli aiuti”. È quanto sottolinea il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in una lettera inviata al presidente di Agea Dario Fruscio, in cui esprime soddisfazione per le sue dichiarazioni in merito alle notizie relative alla volontà della stessa Agea di sospendere il rapporto convenzionato proprio con i Caa.
D’altronde, il modello di processo amministrativo con cui vengono gestite le politiche degli aiuti agricoli nel nostro Paese, vedono nei Caa -scrive Politi- “soggetti ormai maturi, protagonisti ben definiti e preziosi per i nostri agricoltori, nella gestione dei complessi procedimenti amministrativi, che regolano, purtroppo con sempre eccessiva burocrazia, l’attribuzione dei sostegni comunitari, nazionali e regionali”.
Per il presidente della Cia, comunque, “appare ormai necessario, anche alla luce di una complessità tecnica e organizzativa sempre crescente, prefigurare una sussidiarietà che veda i soggetti protagonisti più preparati, in grado di fornire agli agricoltori standard di qualità del servizio erogato, adeguato alle attuali esigenze. Un servizio supportato da professionalità e livelli organizzativi tali da consentire una gestione coerente e proficua dei compiti sicuramente complessi che spettano ad ognuno”.
Politi, nella lettera, sottolinea l’esigenza di “ripensare ad un sistema che ha generato, in questi anni, una proliferazione incontrollata di soggetti che operano come Caa senza adeguati livelli di professionalità, di organizzazione e con una scarsissima diffusione sul territorio nazionale. Espressione questa di una difficile capacità di percezione dei doveri di gestione dei processi amministrativi che hanno un più ampio respiro”.
“Sono certo che Agea -scrive ancora il presidente della Cia- è consapevole di quanto importante sia oggi, alla vigilia di una nuova fase di riforma della Pac post 2013, garantire un sistema di gestione amministrativa efficiente, in cui i Caa siano elementi essenziali di un processo che sappia garantire un’adeguata gestione delle informazioni, delle procedure e dei meccanismi amministrativi connessi ai grandi cambiamenti”.
E in tale ambito “credo sia importante che Agea -conclude Politi- dia precisi segnali di attenzione verso un pieno riconoscimento del lavoro dei Caa e per la crescita e il miglioramento dell’intero sistema amministrativo”.
 
 
 
 
 
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