Grandi incertezze per il futuro degli agricoltori. Politi lancia l'allarme Senza nuove politiche e interventi incisivi a rischio migliaia di imprese

Politi lancia l'allarme Senza nuove politiche e interventi incisivi a rischio migliaia di imprese Il presidente della Cia mette in evidenza una situazione molto difficile confermata anche dal recente dossier della Commissione Ue sulle prospettive al 2020.

17/gen/2011 13.30.36 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Grandi incertezze per il futuro degli agricoltori. Politi lancia l’allarme Senza nuove politiche e interventi incisivi a rischio migliaia di imprese
 
Il presidente della Cia mette in evidenza una situazione molto difficile confermata anche dal recente dossier della Commissione Ue sulle prospettive al 2020. Preoccupazione per redditi e produzione. La riforma Pac deve affrontare e risolvere i problemi che incontrano i produttori. In Italia serve un nuovo progetto di sviluppo e soprattutto la Conferenza nazionale. Un appuntamento ormai irrinunciabile. La mobilitazione riprenderà in modo vigoroso.
 
“Sono lontani i tempi nei quali si esaltava il ‘nuovo rinascimento dell’agricoltura italiana’. Se il 2010 si è chiuso con un bilancio ancora negativo, il nuovo anno non cambia affatto lo scenario. Il 2011 si è aperto con i problemi di sempre. Di un mondo agricolo in crisi, di imprese strette da costi opprimenti, da prezzi non remunerativi e da redditi in caduta. Una situazione confermata anche dal recente dossier della Commissione europea che parla di prospettive segnate da non poche incertezze per la produzione e i redditi agricoli nei prossimi dieci anni nell'Unione europea. E così è a rischio il futuro di migliaia di imprese dove non c’è disarmo, ma una situazione difficile che va affrontata con politiche nuove, sia a livello comunitario che nazionale, e con interventi realmente incisivi”. È quanto sottolinea il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi preoccupato per uno scenario allarmante.
“D’altra parte, il dossier di Bruxelles parla chiaro: Il futuro del mercato agricolo dell'Ue resta soggetto -aggiunge Politi- a un numero di incertezze riguardanti sia gli sviluppi di mercato, sia gli assetti macroeconomici e politici. Quanto ai singoli settori esaminati, per i cereali, ad esempio, le stime suggeriscono che le condizioni di mercato resteranno difficili e gli stock insufficienti, mentre i prezzi si collocheranno sulle medie di lungo termine”.
“Non solo. Il reddito agricolo, pur registrando una ripresa rispetto al tracollo del 2009, dovrà fare i conti con i costi che -avverte il presidente della Cia- dovrebbero continuare a pesare in modo gravoso sulla gestione aziendale. Per questa ragione riteniamo importante che tali previsioni di mercato vengano utilizzate nelle prossime valutazioni di impatto della Politica agricola comune post 2013”.
          “Più volte abbiamo sottolineato che -rimarca Politi- serve una ‘buona’ politica agricola nazionale. Abbiamo proposto -e proponiamo oggi- la convocazione della Conferenza nazionale sull’agricoltura e lo sviluppo rurale come sede di alto confronto per definire le scelte da compiere. Vogliamo risposte certe. Questi ultimi anni, però, oltre alla riduzione degli stanziamenti nazionali a sostegno dell’agricoltura, sono stati caratterizzati dalla mancanza di una politica agraria e,quindi, dell’impegno di governo per dare soluzione ai tanti e gravi problemi”.
“Se non si interviene da subito con misure incisive e coraggiose con nuove e propulsive politiche, c’è il fondato pericolo che -sostiene il presidente della Cia - migliaia di aziende agricole siano costrette a chiudere. Già nel 2009 in più di 25 mila hanno cessato l’attività. Le promesse da parte del governo non si sono mai tradotte in una concreta realtà. I problemi di migliaia di imprese agricole restano, anzi rischiano di aggravarsi ulteriormente. Per questa ragione la nostra mobilitazione, sospesa davanti ai complessi problemi che hanno caratterizzato lo scenario politico, riprenderà ancora più incisiva proprio perché pretendiamo risposte valide dalle istituzioni e soprattutto dell’esecutivo che non può ignorare ulteriormente la gravità della situazione”.
“Il 2011 -conclude Politi- s’annuncia, dunque, ancora molto difficile per le sorti della nostra agricoltura. Noi, però, non accettiamo la logica del declino, né tantomeno staremo fermi davanti alla mancanza di una politica seria per l’agricoltura. Sin da adesso lanciamo la nostra sfida per un reale cambiamento e per fare in maniera che l’agricoltura venga considerata alla stessa stregua degli altri settori produttivi”.
 
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