Agricoltura: anche in Europa la priorità è il ricambio generazionale Subito politiche che favoriscano la nascita di imprese giovani

19/gen/2011 13.15.19 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Agricoltura: anche in Europa la priorità è il ricambio generazionale
Subito politiche che favoriscano la nascita di imprese giovani
 
Nel corso della riunione del Ceja, la Commissione Agricoltura Ue ha evidenziato l’esigenza di aprire prospettive alle nuove leve. D’accordo sulle proposte dell’Agia-Cia sull’affiancamento del giovane all’imprenditore anziano e sul premio di primo insediamento. Facilitare l’accesso al bene terra e al credito.
 
Il ricambio generazionale in agricoltura non è solo una priorità per il nostro Paese. È l’intera Unione europea che guarda con sempre maggiore attenzione ai giovani e al loro inserimento nel mondo produttivo agricolo. Un contesto nel quale cominciano a fare breccia le proposte che da tempo l’Agia -l’Associazione giovani imprenditori agricoli della Cia-Confederazione italiani agricoltori- ha avanzato. Un chiaro riscontro si è avuto nei giorni scorsi a Bruxelles nel corso della riunione del Ceja (il Consiglio europeo dei giovani agricoltori) dove in un confronto con il capo di Gabinetto del commissario all’Agricoltura Dacian Ciolos,Yves Madre, è emersa la necessità di favorire le nuove generazione nell’imprenditoria agricola con importanti e solide opportunità.
In pratica, l’esponente della Commissione, visto che le percentuali dei giovani agricoltori in Europa sono bassissime e che nell’ultimo anno sono ulteriormente diminuite dal 7 al 6 per cento, ha ribadito l’esigenza che in tema di ricambio generazionale vanno sviluppati sia l’affiancamento del giovane all’imprenditore anziano che il premio di primo insediamento. Proposte che la stessa Agia, attraverso il suo presidente Luca Brunelli, aveva sottoposto al commissario Ciolos durante un recente incontro a Torino.
Per la Commissione Agricoltura, dunque, la questione dell’affiancamento va necessariamente potenziata, cercando nello stesso tempo di trovare una soluzione giusta e intelligente per il ricambio, qualora a prendere il posto dell’imprenditore “senior” in azienda non sia un membro della famiglia, ma una persona che viene da fuori. In questo caso bisogna studiare un sistema che dia la possibilità al giovane di poter riscattare l’azienda in tempi decenti, con degli sgravi fiscali o con dei mutui agevolati o addirittura finanziamenti a fondo perduto.
Non a caso, nella proposta dell’Agia si rimarca la necessità di promuovere le misure di affiancamento imprenditore giovane-imprenditore anziano prevedendo un premio cumulativo tra primo insediamento e prepensionamento. E se tra le parti non corre collegamento ereditario o familiare, occorre, secondo i giovani della Cia, valutare una forma percentuale incentivante.
D’altra parte, l’Agia (i cui rappresentanti hanno partecipato alla riunione del Ceja) ha sempre sottolineato che proprio in Italia il ricambio generazionale in agricoltura è ai livelli più bassi d’Europa. Solo 112 mila aziende hanno un conduttore giovane, solo il 16 per cento delle nuove aziende è guidato da un giovane, solo nel 2,3 per cento delle aziende storiche è subentrato un giovane alla conduzione. Occorre, per questo motivo, sviluppare politiche e interventi che diano impulso all’imprenditoria giovanile, permettano l’apertura di nuove imprese e favoriscano l’attrattività e la sostenibilità dell’attività agricola.
Nel nostro Paese sussistono, infatti, molte difficoltà legate all’insediamento giovanile. Tra queste, ci sono la scarsa mobilità fondiaria e l’accesso al bene terra, gli alti costi di avviamento, l’incertezza delle prospettive economiche, la scarsità di formazione e i servizi di consulenza adeguati. Ostacoli ai quali si aggiungono gli oneri amministrativi connessi all’esercizio dell’attività agricola, gli elevati prezzi di affitto e di acquisto dei terreni, gli alti costi dei macchinari, e in generale, degli investimenti. Non solo. Barriere fiscali e legali e in alcuni casi il forte rischio di “marginalità” delle aree rurali, la carenza di infrastrutture, di logistica e di mobilità dei servizi civili e socio-sanitari, che condizionano la qualità della vita, completano il quadro dei problemi dei giovani che intendono intraprendere l’attività agricola. 
Inoltre, tra le misure per facilitare il ricambio generazionale, l’Agia sollecita: sostegni al primo insediamento legato ad un progetto aziendale sostenibile; la realizzazione diffusa di uno “sportello giovane”; priorità reali e percentuali di finanziamento sostanziosamente più elevate sui vari bandi e sul Psr per i giovani imprenditori agricoli; riduzione dell’alto costo di avviamento; agevolazioni fiscali sulle assunzioni di personale e per i giovani imprenditori post insediamento; incentivazione alla nascita di forme di collaborazione tra giovani o a maggioranza di giovani imprese (società miste); facilitazioni d’accesso al bene terrae al credito; politiche che mirino a determinare all’interno della Pac post 2013 l’accessibilità alle giovani e/o nuove aziende al primo pilastro (aiuti diretti basati non solo sullo storico); maggiori investimenti per ricerca e formazione.
 
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