Anche l'agricoltura celebra i 150 anni dell'Unità d'Italia La Cia a Bruxelles ricorda il Garibaldi meno conosciuto, quello "contadino"

Anche l'agricoltura celebra i 150 anni dell'Unità d'Italia La Cia a Bruxelles ricorda il Garibaldi meno conosciuto, quello "contadino".

24/gen/2011 13.01.15 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Anche l’agricoltura celebra i 150 anni dell’Unità d’Italia
La Cia a Bruxelles ricorda il Garibaldi meno conosciuto, quello “contadino”
 
Il presidente Politi ha partecipato alla conferenza “I Garibaldi. L’epopea di una famiglia nella storia d’Italia”, ospite la pronipote dell’eroe dei due mondi. Sponsor dell’iniziativa nella capitale belga, la Confederazione ha annunciato che l’anniversario sarà al centro della 6ª Festa dell’agricoltura, che si svolgerà a settembre a Torino.
 
 
Anche l’agricoltura celebra l’Unità d’Italia e ricorda Garibaldi “contadino”. In concomitanza con l’avvio dei festeggiamenti per i 150 anni della nascita dello Stato italiano, la Cia-Confederazione italiana agricoltori ha sponsorizzato a Bruxelles la conferenza “I Garibaldi. L’epopea di una famiglia nella storia d’Italia”, che si è tenuta venerdì 21 gennaio all’Istituto Italiano di Cultura della capitale belga. Organizzato dalla Società Dante Alighieri e dall’Associazione Giuseppe Mazzini, il convegno ha girato attorno all’intervento di Anita Garibaldi, pronipote del “condottiero” delle Camicie rosse, che ha rievocato la figura e le imprese di uno dei personaggi simbolo del nostro Risorgimento.
Se Anita Garibaldi ha raccontato del generale e dell’ammiraglio, il presidente della Cia Giuseppe Politi ha, invece, ricordato l’altro volto dell’eroe dei due mondi, forse meno conosciuto ma ugualmente importante: quello di Garibaldi agricoltore. Nell’isola di Caprera, acquistata nel 1855, Garibaldi portò avanti un’azienda agricola di oltre 40 ettari. Quando era lontano dai campi di battaglia, infatti, il “contadino” Garibaldi si impegnò a trasformare il terreno arido e “ostile” della sua isola in una vera e propria impresa fatta di vigneti, uliveti e frutteti. Non mancavano neppure gli allevamenti, con oltre 500 tra mucche, pecore e capre. Una scelta che non può essere ridotta a semplice “passione”: dopo aver rifiutato i titoli e gli onori che il neo Stato italiano gli offrì, proprio l’agricoltura divenne la maggiore fonte di reddito per il condottiero della spedizione dei Mille.
La conferenza a Bruxelles è stata, però, solo la prima delle celebrazioni che l’agricoltura vuole dedicare al 150esimo dell’Unità d’Italia. Il culmine dei festeggiamenti per questo anniversario così fondamentale -ha annunciato il presidente Politi- sarà a settembre a Torino con la Festa dell’agricoltura, giunta alla sua sesta edizione, e a dicembre con un convegno istituzionale sul ruolo del settore primario nella creazione dell’Italia unita.
All’iniziativa di venerdì scorso nella capitale belga, hanno partecipato anche i presidenti del comitato di Bruxelles della Società Dante Alighieri e dell’Associazione Giuseppe Mazzini, Pierre Jodogne e Giorgio Mamberto, nonché l’ambasciatore italiano in Belgio Roberto Bettarini. Per la Cia, oltre al presidente Politi, erano presenti Alberto Giombetti, coordinatore della Giunta nazionale, Roberto Scalacci, responsabile della sede Cia di Bruxelles, Donato Di Stefano, presidente della Cia Basilicata e Cristina Chirico, responsabile dell’Ufficio Internazionale.
Al termine della conferenza, la Confederazione italiana agricoltori ha offerto a tutti i presenti una degustazione di prodotti tipici e tradizionali della Basilicata, testimonial d’eccezione del “made in Italy” nel mondo, come il vino aglianico della Cantina Coop di Venosa, il pecorino DOP di Filiano e il peperone IGP di Senise.
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