Lavoro: massima fermezza contro il caporalato

E' assolutamente prioritaria la dignità del lavoro, nelle sue varie forme, sia quello dei lavoratori dipendenti sia quello delle imprese sane rispetto alle quali il "lavoro nero" rappresenta una forma di concorrenza sleale e inaccettabile.

24/gen/2011 17.31.58 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Lavoro: massima fermezza contro il caporalato
 
La Cia partecipa all’iniziativa della Cgil e esprime apprezzamento per la proposta di legge.
Sottolineata l’esigenza di incentivi all’occupazione e alla stabilizzazione e la semplificazione degli adempimenti.
 
E’ assolutamente prioritaria la dignità del lavoro, nelle sue varie forme, sia quello dei lavoratori dipendenti sia quello delle imprese sane rispetto alle quali il “lavoro nero” rappresenta una forma di concorrenza sleale e inaccettabile. Un concetto che la Cia-Confederazione italiana agricoltori ha voluto ribadire in occasione della presentazione della campagna “Stopcaporalato” promossa dalle categorie degli edili (Fillea) e dell’agroindustria (Flai) della Cgil che si è tenuta oggi a Roma.
La stessa partecipazione di Cia -con una delegazione composta da Sandro Salvadori, della Giunta nazionale, e da Claudia Merlino, responsabile della Relazioni sindacali- all’iniziativa è un segnale dell’importanza che riveste la lotta ad un fenomeno che va combattuto con estrema forza e con la massima determinazione.
Anche per questo motivo la Cia ritiene che la proposta di legge -rilanciata oggi dalla Cgil- di inserire nel nostro ordinamento giudiziario il reato di caporalato sia meritevole di considerazione e di approfondimento.
Nello stesso tempo non bisogna mai dimenticare che -avverte la Cia- non tutti i risultati possono essere raggiunti con la repressione e che, soprattutto in tema di “lavoro nero” e sommerso, occorre diversificare gli interventi, affiancando al controllo ed alle sanzioni, due leve altrettanto essenziali: gli incentivi all’occupazione e alla stabilizzazione e la semplificazione degli adempimenti.
Questo è ciò che chiede il mondo del lavoro agricolo ed é doveroso realizzarlo partendo dagli strumenti che già sono disponibili e che contengono proposte concrete come l’Avviso Comune sul lavoro e la previdenza agricola che il settore 1 anno e mezzo fa ha consegnato invano al governo.
Da ultimo, la Cia condivide l’esigenza -espressa dal segretario generale della Cgil Susanna Camuso, nelle sue conclusioni- di una modifica dell’attuale legge sull’immigrazione. Vanno rimossi -secondo la Cia- quei meccanismi che hanno creato inutili rigidità e, di fatto, favorito l’aumento di forme irregolari di lavoro.
 
 
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