Commercio: consumi alimentari fermi, ma cambia il carrello della spesa

Commercio: consumi alimentari fermi, ma cambia il carrello della spesa.

26/gen/2011 16.23.36 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Commercio: consumi alimentari fermi, ma cambia il carrello della spesa
 
La Cia, a commento dei dati Istat sulle vendite al dettaglio di novembre, evidenzia una situazione ancora difficile. Meno carne, pane, pasta, ortofrutta e vino; più latte,uova, olio e prodotti di IV gamma.
 
La crisi economica non fa crescere le vendite alimentari, ma contribuisce a modificare le abitudini degli italiani a tavola. Il consumatore continua ad essere assai cauto negli acquisti e, viste le difficoltà, è costretto a rincorrere le promozioni e compra presso i canali più convenienti, come gli hard-discount. Si punta, quindi, al prezzo più basso e si cerca di evitare di spendere per il superfluo. È quanto segnala la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito ai dati Istat sulle vendite al dettaglio nel mese di novembre.
Nel carrello della spesa troviamo così -avverte la Cia- meno carne (soprattutto quella bovina), pane, pasta, ortofrutta e vino; più latte e suoi derivati, olio d’oliva, uova e prodotti di IV gamma.
Nell’anno appena trascorso i consumi alimentari domestici -rileva la Cia sulla base delle previsioni dell’Ismea- non mostrano, quindi, segnali di ripresa. Gli acquisti, dopo aver chiuso il 2009 con un più 0,5 per cento sul 2008, sono risultati in leggera crescita solamente nei primi tre mesi del 2010, per poi diminuire progressivamente da aprile a dicembre.
Durante il 2010 -sottolinea la Cia- le prime stime (i dati definitivi si avranno soltanto nei prossimi mesi) parlano di una contrazione, su base tendenziale (rispetto al 2009), della domanda di pane (meno 2,3 per cento), di pasta (meno 2,4 per cento), di carni bovine (meno 3,5 per cento), di frutta (meno 0,8 per cento), di ortaggi (meno 0,6 per cento), prodotti ittici (meno 1,5 per cento), di vini e spumanti (meno 3,2 per cento). Nel dettaglio, alla maggiore richiesta di vini a denominazione ha fatto da contraltare una diminuzione degli acquisti di vino da tavola.
Una domanda più vivace, invece, si ha per il latte e i derivati (più 0,8 per cento). In crescita anche i consumi di olio d’oliva (più 1,9 per cento), di uova (più 1,6 per cento), e dei salumi (più 1,4 per cento). Un vero e proprio exploit viene registrato dagli ortaggi di IV gamma (i freschi confezionati), che dovrebbero aumentare del 10,2 per cento.
La Cia ricorda che nel 2009 una famiglia su tre è stata costretta a “tagliare” gli acquisti alimentari, mentre tre su cinque hanno dovuto modificare il menù quotidiano e oltre il 30 per cento è obbligato, proprio a causa delle difficoltà economiche, a comprare prodotti di qualità inferiore. Analoga la percentuale di chi si rivolge ormai esclusivamente alle “promozioni” commerciali che sono sempre più frequenti soprattutto nella Grande distribuzione. Una tendenza che, secondo le prime stime, sembra consolidarsi anche nel 2010, anno in cui i consumi alimentari sono rimasti, appunto, praticamente al palo.
 
 
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