Giorno della Memoria: ricordare per non dimenticare. Così si costruisce per i giovani un futuro di libertà , di giustizia e di democrazia

Per il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi, il "Giorno della Memoria" deve rappresentare un grande momento di riflessione.

27/gen/2011 13.50.27 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Giorno della Memoria: ricordare per non dimenticare. Così si costruisce
per i giovani un futuro di libertà, di giustizia e di democrazia
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi: il ricordo dell’olocausto è fondamentale e doveroso. “No” all’ideologia negazionista. Anche il mondo agricolo ha dato il suo contributo di sangue alla lotta al nazismo e al fascismo.
 
“Ricordare per non dimenticare”. Per il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi, il “Giorno della Memoria” deve rappresentare un grande momento di riflessione. “Un momento di celebrazione doveroso per rafforzare il nostro impegno a costruire per i giovani un futuro di libertà, di giustizia, di democrazia, di reale convivenza tra popoli e razze. Quindi, ricordare lo sterminio di milioni di ebrei, vittime della ferocia nazista, gli orrori che sono stati perpetrati, le leggi razziali, come quelle applicate in Italia dal fascismo, le drammatiche persecuzioni e i campi di concentramento, è un atto fondamentale: Conoscere l’olocausto e commemorare quanto accaduto vuol dire operare per un mondo migliore, in cui l’uguaglianza e il vivere civile siano una prerogativa essenziale”.
“Per questa ragione anche gli agricoltori -aggiunge Politi- si raccolgono in riflessione, ricordando gli eccidi, le violenze e gli orrori. Il tutto affinché la Shoah. resti tangibile nella memoria e i giovani conoscano che cosa accadde al popolo ebraico in quella tragica epoca”.
“D’altra parte, proprio il mondo agricolo si è impegnato contro la ferocia nazista e fascista. Durante la Resistenza -sottolinea il presidente della Cia- tanti contadini hanno perso la vita e sono stati trucidati. Basta ricordare i fratelli Cervi che, come tanti altri, si sono battuti per la libertà e per la giustizia pagando con la vita”.
“Ecco perché oggi ribadiamo con forza -conclude Politi- l’esigenza di ricordare e di battersi con determinazione contro l'ideologia negazionista che non deve assolutamente diffondersi. Bisogna tenere viva la memoria ed esaltare quei valori che in quegli anni tragici furono calpestati dalla ferocia, dall’odio razziale”.
 
 
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