Quote latte: basta con le prese in giro. I furbi non vanno premiati Non si può continuare a calpestare una legge dello Stato

27/gen/2011 13.52.56 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Quote latte: basta con le prese in giro. I furbi non vanno premiati
Non si può continuare a calpestare una legge dello Stato
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi dice “no” all’emendamento della Lega Nord per la proroga al 30 giugno del pagamento delle rate per le multe. E’ una storia che per troppi anni ha condizionato l’agricoltura italiana. Oltretutto ci è costata 1,7miliardi di euro.
 
“Ora basta prese in giro. Basta premiare i furbi che non hanno rispettato le regole. Già lo scorso anno, in occasione della Legge di stabilità, avevamo sottolineato che l’emendamento sulla sospensione delle pagamento delle rate relative alle multe per le quote latte era un atto contro la legalità, contro le regole sancite da una legge dello Stato. Un concetto che oggi ribadiamo con forza di fronte all’atteggiamento della Lega Nord che, ancora una volta, ha presentato un emendamento al decreto ‘Milleproroghe’ per un ulteriore proroga al 30 giugno”. E’ quanto sottolinea il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi.
“Siamo in presenza -avverte Politi- di una manovra che definire assurda ed umiliante nei confronti di tantissimi allevatori che hanno rispettato le normative Ue e nazionali è veramente poco. Quella delle quote latte è una storia che deve finire e presto. Questa vicenda ci è costata finora oltre 1,7 miliardi di euro, ai quali abbiamo contribuito tutti, compresi gli agricoltori”.
“Alle furbate parlamentari non ci stiamo e faremo il possibile perché non si vadano a tutelare gli splafonatori, il cui operato ha causato soltanto danni. E’ vergognoso che -rimarca il presidente della Cia- si fa un emendamento per i furbi, mentre si ignorano completamente le esigenze dei tantissimi agricoltori onesti che stanno vivendo una fase di grande crisi. La partita quote latte ha da troppi anni condizionato l’agricoltura italiana. E’ ora di finirla una volta per tutte. La legge c’è. Facciamola rispettare”.
 
 
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