SOCIALE: BRACCIANO (RM), TRIS DI PROGETTI CONTRO LE DIPENDENZE SUL TERRITORIO

Questo il cuore del nuovo Piano Dipendenze territoriale del Distretto F3 elaborato dall'Ufficio di Piano dell'Accordo di Programma che raccoglie i Comuni di Anguillara Sabazia, Bracciano (Comune capofila), Canale Monteranno, Manziana, Trevignano Romano.

27/gen/2011 15.06.10 Ufficio Stampa Comune di Bracciano Contatta l'autore

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Presentato oggi il Piano messo a punto dall’Accordo di Programma del Distretto F3 con interventi su educazione alla comunicazione, inserimento lavorativo e navetta gratuita per i ragazzi durante il week-end.

Un tris d’interventi per informare, prevenire e supportare i cittadini del territorio Sabatino sul tema delle dipendenze. Questo il cuore del nuovo Piano Dipendenze territoriale del Distretto F3 elaborato dall’Ufficio di Piano dell’Accordo di Programma che raccoglie i Comuni di Anguillara Sabazia, Bracciano (Comune capofila), Canale Monteranno, Manziana, Trevignano Romano. L’iniziativa, presentata oggi all’Archivio Storico di Bracciano, costituisce un’azione organica che raccoglie progetti di prevenzione primaria (informazione a soggetti non ancora in contatto con il tema delle dipendenze); secondaria (persone a rischio o comunque in contatto con possibili dipendenze) e inserimento lavorativo per quanti hanno intrapreso un percorso di superamento della dipendenza. Il piano è stato illustrato dall’Assessora alle Politiche Sociali, Elena Rosa Carone Fabiani; da Gloria Bianco, Coordinatrice dell’Ufficio di Piano e Responsabile Piano di zona Distretto F3; dalla dott.ssa Cinzia Cocilovo, Responsabile SerT di Bracciano; e dai rappresentanti delle tre realtà del Terzo Settore (“Cooperate”, “Il Ponte” e “Imago”) che collaborano alla realizzazione delle iniziative.

“L’elaborazione del Piano - ha spiegato l’Assessora Carone Fabiani - ha tenuto conto di tre criteri: la continuità del progetto di reinserimento lavorativo, che già nella fase di sperimentazione ha dato risultati positivi; la necessità di mantenere un progetto di prevenzione primaria che lasciasse aperta l’opportunità di raggiungere i minori, proseguendo il lavoro di rete avviato con le scuole del territorio; e offrire ai giovani del territorio un servizio di assistenza e di riduzione del danno per accompagnarli nelle uscite serali dei week-end”.

“In questa nuova programmazione - ha aggiunto Gloria Bianco - abbiamo operato scelte di prospettiva, inserendo pienamente il Piano Dipendenze con il Piano di Zona e mettendo a sistema delle azioni che, pur considerando l’esiguità die fondi a disposizione, garantissero una continuità e consentissero alle Istituzioni di essere al passo coi tempi, offrendo servizi efficaci di prevenzione e assistenza”.

“L’obiettivo - ha sottolineato Cocilovo - è quello di offrire degli strumenti, in particolar modo ai ragazzi, che potranno essere utilizzati, anche non nell’immediato, per assumere decisioni consapevoli”.

Vediamo nel dettaglio le iniziative in cantiere. Il progetto “Giochiamo con la pubblicità” è rivolto agli studenti delle seconde classi della scuola media e propone loro delle attività d’interazione attraverso le quali promuovere una la lettura critica dei messaggi mediatici che poi sarà utilizzata per laboratori mirati alla costruzione di spot pubblicitari e comunicazioni sociali sul tema delle dipendenze. Durante il progetto, già partito nel novembre scorso, i ragazzi sono stati coinvolti nella realizzazione di contenitori informativi mediatici (dai tg alle rubriche di opinione, passando per gli spot) diventandone i protagonisti. Iniziato con un vero e proprio “casting” in cui sono stati scelti “gli attori” della simulazione, i ragazzi si sono messi di fronte alla telecamera e, con l’aiuto di un regista professionista, hanno simulato la costruzione di diversi tipi di trasmissioni tv. Contestualmente sono stati girati i i back stage che, in un momento successivo di condivisione con tutti i destinatari del video realizzato, hanno svelato le “trappole” e i “trucchi” della comunicazione che molto spesso crea falsi bisogni e distorce la realtà con palesi manipolazioni. Un’esperienza di interazione, vissuta direttamente dai ragazzi sulla propria pelle, che accresce la loro permeabilità a queste tematiche e sta riscuotendo un buon successo.

Il secondo progetto, “Disco driver”, punta a coniugare divertimento e sicurezza, offrendo ai ragazzi un servizio di bus navetta per raggiungere locali e discoteche della zona durante il week-end. L’iniziativa, partita da un paio di settimane, prevede per i ragazzi la possibilità di “prenotare” un passaggio sul bus che sarà a disposizione per tutta la notte (dalle 23 alle 5 del mattino sia il venerdì che il sabato sera) e che accompagnerà i ragazzi nel locale indicato, tornando poi a riprenderli. Il servizio vede anche la presenza sul bus di un operatore sociale che realizzerà azioni volte a rendere consapevoli i ragazzi rispetto a comportamenti a rischio privilegiando la promozione del benessere. Per usufruire del servizio i ragazzi devono chiamare il numero 335.7578823, indicare la loro destinazione (che deve essere compresa nel territorio dei 5 comuni del Distretto F3) e concordare gli orari. In ogni comune sono stati previsti dei punti di sosta del bus, indicati con apposite paline di riconoscimento contraddistinte dal logo del progetto “Disco driver – Io torno sicuro”. I ragazzi minorenni dovranno essere muniti di autorizzazione all’utilizzo del servizio. Per maggiori informazioni è possibile visitare anche la pagina Facebook ufficiale del progetto che conta già oltre 290 contatti.

Infine, il “Progetto inclusione sociolavorativa” è un’iniziativa che dà continuità a quanto avviato nei precedenti piani, prevedendo inoltre azioni come l’orientamento, la formazione e il tutoraggio nell’inserimento lavorativo. Il progetto con la collaborazione dei Servizi Sociali dei cinque Comuni, coinvolgerà, come fruitori, una decina di persone, segnalate dal SerT, dai Comuni e dalle Comunità terapeutiche, fra coloro che siano da un anno soggetti a trattamento di disintossicazione e siano da sei mesi in una fase di remissione dei sintomi. L’obiettivo è fare intermediazione tra la domanda di lavoro del territorio e, nei limiti del possibile, le attitudini ele aspirazioni del candidato. Un servizio che, sottolineano i promotori, va a impattare sulle “ansie” dei partecipanti: l’ansia di trovare un’occupazione e l’ansia di proseguire nel proprio cammino di disintossicazione.

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