Latte: costruire un futuro di certezze per i giovani produttori Subito politiche nuove. Dalla stalla alla tavola aumenti anche del 300 per cento. Basta con le "furbate" sulle quote

02/gen/2011 12.46.12 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Latte: costruire un futuro di certezze per i giovani produttori
Subito politiche nuove. Dalla stalla alla tavola aumenti anche
del 300 per cento. Basta con le “furbate” sulle quote
 
Un convegno dell’Agia-Cia a Milano mette a fuoco i complessi problemi del settore. Il presidente Giuseppe Politi: le aziende alle prese con prezzi non remunerativi e con costi non più sostenibili. Nei vari passaggi della filiera i listini subiscono rincari considerevoli. Cresce a dismisura il divario tra le quotazioni d’origine e quelle dei formaggi al dettaglio. A pagare sono solo gli allevatori. Luca Brunelli: occorrono interventi mirati e strumenti efficaci per competere sui mercati e per favorire il ricambio generazionale.
 
“Anche nel settore del latte bisogna costruire un futuro di certezze e consentire soprattutto ai giovani di riprendere con forza la strada dello sviluppo e della competitività. Occorre, quindi, porre definitivamente fine all’annosa questione delle quote salvaguardando gli interessi di chi è stato alle regole ed evitando che i furbi la facciano nuovamente franca. Basta con la farsa delle proroghe per le multe. La legge c’è e va rispettata. E’ necessario, al contrario, agire con politiche nuove, con interventi incisivi che permettano agli allevatori di uscire da una crisi che mette a rischio la stessa sopravvivenza delle imprese”. Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi concludendo a Milano il convegno promosso dall’Agia-Associazione giovani imprenditori agricoli sul tema “Le sfide della competitività per i giovani produttori di latte”.
“E’ giunto il momento, anche in vista della riforma Pac post 2013 e della fine del regime delle quote, di aprire una fase nuova nel settore lattiero-caseario. Oggi -ha sostenuto Politi- il comparto vive una situazione molto complessa. Per gli allevatori è ormai “profondo rosso”. Il prezzo alla stalla non è più remunerativo, mentre i costi continuano a crescere a livelli vertiginosi e hanno raggiunto un peso insostenibile. In questo modo si è allargata la forbice con i listini dei trasformati, in particolare dei formaggi, le cui quotazioni sono ben superiori a quelle fissate dai contratti interprofessionali per il prezzo del latte. Solo per fare un esempio, un litro di latte viene pagato al produttore 0,33-34 al litro, mentre nel carrello della spesa il prezzo schizza a 1,30 euro al litro. Che significa un aumento nella filiera anche del 300 per cento. E’ un’assurdità. A pagare sono unicamente gli allevatori. Da qui l’esigenza di voltare pagina. Serve una svolta che apra prospettive e permetta di uscire da una crisi che rischia, in particolare, di provocare pesanti riflessi negativi sull’imprenditoria giovanile”.
“Non possiamo -ha rimarcato il presidente della Cia- fossilizzare il settore sul problema delle quote, che per molti, troppi anni, ha condizionato pesantemente l’agricoltura italiana. E’ ora di finirla una volta per tutte. La legge c’è. Facciamola rispettare e basta. Pensiamo, invece, al futuro. Lavoriamo per dare al comparto lattiero-caseario gli strumenti necessari per lo sviluppo e per competere con più efficacia sui mercati, oggi sempre più globali e difficili. Un discorso che per i giovani assume un valore di primaria importanza. Altrimenti si corre il pericolo di provocare ulteriori e drammatici ostacoli a quel ricambio generazionale fondamentale non solo per ‘pianeta latte’, ma per l’intera agricoltura”.
Un punto, questo, sul quale ha insistito molto il presidente dell’Agia Luca Brunelli, che ha presieduto i lavori del convegno milanese. “I giovani produttori -ha detto- devono poter svolgere la propria attività imprenditoriale in un contesto di punti fermi e certi. Devono operare con efficacia sul mercato e affrontare la competizione con politiche adeguate e mezzi validi. Ecco perché chiediamo interventi concreti per affrontare la sfida e cercarla di vincere. E’ in gioco il futuro di tantissime aziende e di molti giovani che vogliono fare realmente impresa”.
Il convegno dell’Agia a Milano è stata, dunque, l’occasione per riaffermare l’esigenza di creare un nuovo scenario per un settore vitale dell’agricoltura italiana, ma soprattutto per far sì che i prezzi alla stalla siano veramente remunerativi. Le aziende non possono continuare a vedere i loro redditi in discesa. Bisogna garantire una valida gestione imprenditoriale.
Da rilevare che i lavori sono stati aperti dai saluti di Mario Lanzi, presidente Cia Lombardia, e di Giulio De Capitani, assessore regionale all’Agricoltura della Lombardia. E’ seguita l’introduzione del presidente Agia Lombardia Davide Bulgarelli. Poi le comunicazioni di Diego Balduzzi, della Cia Lombardia, su I fattori della competitività: territorio, ambiente, qualità e interprofessione”, di Angelo Rossi (Clal, società che analizza il mercato lattiero caseario), che ha affrontato gli andamenti del mercato lattiero-caseario in ambito nazionale e internazionale, e di Paolo Baccolo, direttore Dg Agricoltura Regione Lombardia, che si e soffermato sulle prospettive che la nuova Pac prevede per il settore.
 
 
 
 

 
 
 
 
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