Agricoltura: in dieci anni la crescita dei costi produttivi "doppia" quella dei prezzi sui campi

Agricoltura: in dieci anni la crescita dei costi produttivi "doppia" quella dei prezzi sui campi Tra il 2000 e il 2010 la spesa per i fattori produttivi è aumentata a un tasso annuo del 3,7 per cento, i prezzi all'origine solo dell'1,5 per cento.

02/feb/2011 12.11.02 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Agricoltura: in dieci anni la crescita dei costi produttivi “doppia” quella dei prezzi sui campi
 
Tra il 2000 e il 2010 la spesa per i fattori produttivi è aumentata a un tasso annuo del 3,7 per cento, i prezzi all’origine solo dell'1,5 per cento. L’anno scorso si è chiuso con un ennesimo incremento dello 0,5 per cento, colpa del rincaro di mangimi ed energia. Per la Cia è indispensabile reintrodurre il “bonus gasolio”, i redditi degli agricoltori sono in discesa libera.
 
 
Negli ultimi dieci anni i costi produttivi a carico degli agricoltori sono aumentati più del doppio dei prezzi praticati sui campi. Tra il 2000 e il 2010, infatti, le spese per i fattori produttivi hanno registrato un tasso di crescita annuo del 3,7 per cento, invece i prezzi dei prodotti agricoli sono saliti mediamente dell'1,5 per cento. Questo vuol dire che le imprese continuano a fare i conti con oneri di produzione in costante ascesa, mentre i prezzi all’origine restano non remunerativi. Una situazione con riflessi pesanti sul reddito degli agricoltori, che è in caduta verticale: nel 2009 ha segnato meno 21 per certo e nel 2010 è “risalito” a meno 7 per cento. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, analizzando i dati Ismea sull’indice dei prezzi dei mezzi correnti di produzione agricoli.
Il 2010 ha chiuso complessivamente con un incremento dello 0,5 per cento dei costi degli agricoltori -spiega la Cia- e mangimi ed energia sono le voci che hanno fatto segnare le maggiori tensioni nell'anno appena concluso.
Più in dettaglio, per i composti destinati all'alimentazione animale si è avuto un rialzo del 5,4 per cento rispetto al 2009, mentre i prodotti energetici hanno registrato un rincaro del 2,7 per cento, con punte del più 4,7 per cento per i carburanti. Seguono i salari, con variazioni in crescita dell’1,5 per cento, e gli animali da allevamento (più 1,1 per cento). In linea con il dato medio generale l'aumento dei prezzi delle sementi (più 0,5 per cento) mentre gli antiparassitari hanno limitato i ricarichi a un più 0,3 per cento. In controtendenza solo i concimi, i cui prezzi si sono invece ridotti, su base annua, dell'8,3 per cento.
Soltanto nel mese di dicembre -aggiunge la Cia- l'indice dei costi dei fattori produttivi ha fatto registrare un rialzo dello 0,7 per cento sul mese precedente e del 4,3 per cento a livello tendenziale. Una crescita che dipende ancora una volta dal “caro-carburante”, soprattutto in un periodo in cui pioggia e gelo hanno costretto molti produttori a ricorrere ancora più spesso al riscaldamento delle strutture serricole, determinando un incremento dei consumi di energia con relativo aggravio nella gestione dell’azienda.
Ecco perché ora auspichiamo che il “bonus gasolio” agli agricoltori -conclude la Cia- rientri definitivamente nel decreto Milleproroghe. In questo momento di crisi per il settore primario, agevolazioni come questa rappresentano uno strumento importante per ridurre un carico di costi che si fa sempre più oneroso.
 
 
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