Crisi: ancora rincari per le materie prime alimentari Anche l'Italia rischia di pagare un conto salato Subito un freno a speculazioni e protezionismi

02/mar/2011 13.37.51 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Crisi: ancora rincari per le materie prime alimentari
Anche l’Italia rischia di pagare un conto salato
Subito un freno a speculazioni e protezionismi
 
In merito al nuovo allarme lanciato oggi dalla Fao, il presidente della Cia Giuseppe Politi sottolinea l’esigenza di rivedere le regole che governano il mercato. Preoccupazioni per le tensioni in Egitto. Bene la proposta dell’Ue, ma è solo un primo passo. Indispensabile per l’Europa un piano degli approvvigionamenti.
 
I rincari delle materie prime agricole e le scorte in calo rischiano di favorire protezionismo e manovre speculative. Preoccupazioni che crescono con le tensioni che in questi giorni si stanno registrando in alcune aree mondiali, come in Egitto”. E’ quanto sottolineato dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito all’allarme lanciato oggi dalla Fao per la quale i prezzi degli alimentari a livello globale sono schizzati a un nuovo massimo storico a gennaio per il settimo mese consecutivo.
“Sono rincari che -come paventa la stessa Fao- possono avere effetti devastanti non solo per i paesi a più basso reddito che sono importatori netti di materie prime alimentari. Le conseguenze -ha aggiunto Politi- possono aversi anche nei paesi industrializzati e, quindi, in l’Italia. L’impennata dei prezzi delle commodities agricole (grano, mais, soia e zucchero) avrà, infatti, ripercussioni nel nostro Paese, fortemente dipendente dall’estero (per il 40 per cento di grano duro, per il 60 per cento per di grano tenero, per il 15 per cento di mais, per il 90 per cento di soia e per il 50 per cento di carni). Si corre il serio pericolo di pagare un conto salato sia in termini di maggiori costi (quelli delle imprese agricole registrano aumenti superi al 7 per cento) che di minore disponibilità”.
''I nuovi aumenti segnalati dalla Fao -ha rimarcato il presidente della Cia- dimostrano chiaramente che le tensioni sono tutt’altro che sopite e le speculazioni sono sempre in agguato. Il rischio è che questo preoccupante trend possa proseguire per tutto il 2011, con risvolti anche drammatici. Servono nuove regole per governare il mercato”.
Per questa ragione apprezziamo la proposta dal commissario Ue per il mercato unico Michel Barnier per combattere la speculazione sui prezzi delle materie prime sui mercati finanziari anche arrivando a porre dei limiti sulle posizioni degli operatori: “Basti ricordare che -ha rimarcato Politi- circa un quarto delle operazioni finanziarie condotte sui mercati dei prodotti alimentari è oggi costituita dai fondi d'investimento. Ecco, quindi, l’esigenza di una maggiore regolamentazione e trasparenza”.
“L’Europa, davanti a questa possibile nuova escalation che ancora una volta può sconvolgere gli equilibri commerciali mondiali, deve necessarie agire e scongiurare quanto accaduto nel 2007-2008. Bene la proposta di Barnier, ma -ha sostenuto il presidente della Cia- occorre fare ancora di più e con maggiore incisività. Prima di tutto bisogna impegnarsi per evitare che alcuni paesi tornino ad alzare le barriere doganali e rilancino la politica dei dazi che alimenterebbe un ritorno al protezionismo che in questa particolare fase avrebbe effetti devastanti, sia in termini inflazionistici che monetari”. 
“Occorre imboccare altre strade. Nella discussione della riforma della Politica agricola comune post 2013 bisogna guardare con maggiore attenzione agli approvvigionamenti. Non è, infatti, possibile che -ha concluso Politi- un colosso mondiale come l’Europa non debba avere scorte alimentari. Bisogna, pertanto, procedere su strade diverse. La questione degli approvvigionamenti diviene di primaria importanza, non solo per soddisfare le esigenze dei consumatori, ma anche per dare certezze ai produttori agricoli. Da qui l’opportunità di un adeguato Piano”.
 
 
 
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