Alimentare: "no" a latte e carne da animali clonati Nell'Ue 8 cittadini su 10 sono contrari

Alimentare: "no" a latte e carne da animali clonati Nell'Ue 8 cittadini su 10 sono contrari La Cia ribadisce la sua contrarietà all'ipotesi di alcuni paesi, Gran Bretagna in testa, di aprire alla clonazione per finalità alimentari.

02/mar/2011 15.55.35 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Alimentare: “no” a latte e carne da animali clonati
Nell’Ue 8 cittadini su 10 sono contrari
 
La Cia ribadisce la sua contrarietà all’ipotesi di alcuni paesi, Gran Bretagna in testa, di aprire alla clonazione per finalità alimentari. E’ inaccettabile dal punto di vista etico e un rischio per la salute dei consumatori. Piuttosto si valorizzi l’agroalimentare tipico e di qualità. D’accordo con la posizione del vicepresidente del Parlamento europeo Gianni Pittella.
 
 
“No” alla commercializzazione e al consumo di prodotti ottenuti dalla clonazione. E’ inaccettabile l’idea di portare sulle nostre tavole carne e latte proveniente da animali clonati, non solo per motivi di sicurezza alimentare, ma soprattutto per ragioni di ordine etico. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito al “braccio di ferro” in corso da mesi tra il Consiglio dei ministri Ue e il Parlamento europeo.
Paesi, come la Gran Bretagna, con l’appoggio del parere favorevole espresso dall’Efsa, spingono -afferma la Cia- in direzione dell’utilizzo per finalità alimentari delle varie “Dolly” e della loro progenie, mentre gli eurodeputati rigettano questa ipotesi e chiedono alla Commissione Ue una legislazione “ad hoc”, vincolante su tutti i principali aspetti riguardanti la clonazione.
La Cia condivide la posizione del Parlamento Ue e in particolare è in sintonia con le dichiarazioni del vicepresidente dell’Assemblea di Strasburgo Gianni Pittella. Su una questione tanto delicata e complessa c’è bisogno di una più attenta riflessione, di un dibattito che non può essere condizionato da interessi economici, ma deve avere come obiettivo solo la salute e la sicurezza dei cittadini.
Oggi, però, è impossibile dire che -continua la Cia- il consumo di prodotti derivati da animali clonati non rappresenti un rischio per il consumatore, senza contare che una scelta del genere fa nascere interrogativi e preoccupazioni enormi dal punto di vista etico. In più, non si può ignorare che la maggioranza dei cittadini europei boccia la possibilità che latte, formaggi e carne ottenuti dalla clonazione arrivino nei piatti. Secondo una recente indagine Eurobarometro, infatti, ben otto europei su dieci sono contrari a un’apertura in questo senso.
La Cia, quindi, continuerà a contrastare ogni apertura sulla clonazione per finalità alimentari come sugli Ogm. Piuttosto, si proceda nella difesa e valorizzazione dell’agroalimentare tipico e di qualità, che ha la sua base in un’agricoltura diversificata che produce alimenti salubri e fortemente legati al territorio. 
 
 
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