Florovivaismo: serre "made in Italy" oberate dai costi e sempre meno competitive. Indispensabile il "bonus gasolio"

A ribadirlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che ha fatto il punto sulla situazione che oggi è costretto ad affrontare il settore nel Gie-Gruppo di interesse economico florovivaistico riunitosi a Roma.

02/apr/2011 11.58.42 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Florovivaismo: serre “made in Italy” oberate dai costi
e sempre meno competitive. Indispensabile il “bonus gasolio”
 
La Cia evidenzia l’esigenza che l’agevolazione venga reintrodotta con il maxi-emendamento al decreto Milleproroghe. Le difficoltà delle imprese ribadite durante la riunione del Gie-Gruppo di interesse economico del settore. Le nostre aziende svantaggiate rispetto a quelle europee e al modello produttivo basato sulle grandi multinazionali che hanno investito nei paesi terzi.
 
Le serre sono sempre più oberate dai costi e sulla gestione pesa oramai in maniera insostenibile il caro-carburante. Per questo è indispensabile che nel maxi-emendamento al decreto Milleproroghe venga previsto il “bonus gasolio”. Un’agevolazione fondamentale per permettere ai nostri produttori florovivaistici di operare in un contesto meno asfissiante e di tornare a competere sui mercati internazionali. A ribadirlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che ha fatto il punto sulla situazione che oggi è costretto ad affrontare il settore nel Gie-Gruppo di interesse economico florovivaistico riunitosi a Roma.
Ed è stato proprio il Gie florovivaistico della Cia a riaffermare come sia in atto ormai una forte competizione tra le aziende florovivaistiche italiane ed europee, da una parte, e il modello produttivo basato sulle grandi multinazionali che hanno investito nel florovivaismo nei paesi terzi.
In più le aziende italiane, oltre a non godere di alcun sostegno comunitario, come tutti i produttori europei, risentono -è stato rilevato durante la riunione del Gie- di costi produttivi particolarmente alti che stanno determinando una perdita di competitività sempre più insostenibile. Tra questi, sono soprattutto i costi energetici a pesare su questo comparto per la forte e diffusa presenza di serre.
Dopo il drastico taglio da parte della Finanziaria 2010 alle agevolazioni sulla tassazione del gasolio, lo scenario per le aziende italiane che utilizzano in modo significativo il gasolio a fini produttivi è diventato drammatico, in particolare alla luce di tutte le misure straordinarie che i governi europei, al contrario, hanno avviato negli ultimi mesi per arginare la crisi generalizzata a livello produttivo dell’economia europea.
Da qui, appunto, la richiesta della Cia affinché le agevolazioni revocate vengano reintrodotte nel Milleproroghe. Una misura essenziale per evitare che tante imprese florovivaistiche siano costrette a chiudere i battenti perché impossibilitate a operare sui mercati a causa di costi penalizzanti e non più sopportabili. 
D’altronde, l’agevolazione -come è stato ribadito nel corso della riunione del Gie florovivaistico della Cia- fu introdotta per contenere i pesanti effetti del “caro-gasolio”, le cui quotazioni stanno avendo ora una nuova forte impennata e vanno ad incidere sulla gestione delle serre. Appare, quindi, assurdo che l’“accisa zero” sia stata cancellata, provocando danni incalcolabili.
 
 
 
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