Inflazione: il gelo "taglia" la produzione di verdure, ma sui rincari pesano anche le spinte speculative

Inflazione: il gelo "taglia" la produzione di verdure, ma sui rincari pesano anche le spinte speculative La Cia sottolinea che i fattori meteorologici hanno determinato aumenti fisiologici, ma l'andamento delle quotazioni sui campi non può aver determinato, a gennaio, per i vegetali freschi gli incrementi record (più 12 per cento su base congiunturale e più 11,7 per cento su base tendenziale) segnalati dall'Istat.

02/apr/2011 13.23.13 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Inflazione: il gelo “taglia” la produzione di verdure,
ma sui rincari pesano anche le spinte speculative
 
La Cia sottolinea che i fattori meteorologici hanno determinato aumenti fisiologici, ma l’andamento delle quotazioni sui campi non può aver determinato, a gennaio, per i vegetali freschi gli incrementi record (più 12 per cento su base congiunturale e più 11,7 per cento su base tendenziale) segnalati dall’Istat. Ribadita l’esigenza di rapporti sempre più stretti e di accordi nella filiera.
 
E’ vero che le gelate hanno “tagliato” la produzione di verdure, ma è altrettanto vero che sui rincari al consumo hanno pesato anche le spinte speculative che sono sempre in agguato. E’ quanto sostenuto dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito ai dati provvisori dell’Istat nel mese di gennaio che vedono, appunto, un aumento record al dettaglio (più 12 per cento su base congiunturale e più 11,7 per cento su base tendenziale) dei vegetali freschi.
          Aumenti fisiologici dei prezzi delle verdure -avverte la Cia- si registrano soprattutto nei mesi invernali, come gennaio e febbraio, quando intervengono in maniera pesante i fattori meteorologici. E negli ultimi trenta giorni il gran freddo ha avuto effetti pesanti specialmente sulle coltivazioni a cielo aperto. Sui campi -come rilevano anche gli ultimi dati dell’Ismea- le quotazioni, però, non hanno subito impennate eccezionali. La dinamica dei listini si è mantenuta stazionaria, con incrementi marginali che da soli non potevano certo determinare i rincari al consumo segnalati dall’Istat. Altri elementi, in particolare la speculazione, hanno favorito questa corsa al rialzo che, visto l’andamento all’origine, appare del tutto ingiustificata.
          La Cia ricorda che nel 2010 i prezzi alla produzione dei prodotti agricoli, dopo il crollo dell’anno precedente (meno 14 per cento), hanno avuto una leggera ripresa che, tuttavia, si è mantenuta in linea con il trend inflazionistico. Sta di fatto che a gennaio i listini sugli scaffali hanno registrato una crescita tendenziale dell’1,6 contro, ben al di sotto degli incrementi messi a segno da “voci” come abitazione,acqua, elettricità e carburanti (più 3,9 per cento, con punte del 15,7 per cento del gasolio e dell’11,3 per cento della benzina), trasporti (più 4,3 per cento), istruzione (più 2,5 per cento), altri beni e servizi (più 3,1 per cento).
Davanti a questo scenario, la Cia ribadisce, comunque, l’esigenza di rapporti sempre più stretti e di accordi nella filiera e l’importanza di una maggiore trasparenza nei processi di formazione dei prezzi dal campo alla tavola, per poter così contrastare rincari artificiosi e non giustificati e manovre speculative.
 
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