Florovivaismo: la manutenzione del verde pubblico e privato sempre più preda di abusivismo e "lavoro nero"

Florovivaismo: la manutenzione del verde pubblico e privato sempre più preda di abusivismo e "lavoro nero" La Cia, che ha riunito il Gie-Gruppo di interesse economico del settore, denuncia una situazione insostenibile per le aziende professionali che rispettano le regole.

02/lug/2011 17.04.39 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Florovivaismo: la manutenzione del verde pubblico
e privato sempre più preda di abusivismo e “lavoro nero”
 
La Cia, che ha riunito il Gie-Gruppo di interesse economico del settore, denuncia una situazione insostenibile per le aziende professionali che rispettano le regole. C’è troppa concorrenza sleale. Invitate le amministrazioni locali ad una maggiore vigilanza. Anche i privati devono prestare attenzione.
 
La manutenzione del verde pubblico e privato sempre più nelle mani degli abusivi e così il “lavoro nero” regna incontrastato. E questo avviene anche con l’avallo implicito delle istituzioni locali. Una situazione difficile dove il rispetto delle regole è un semplice optional. A farne le spese sono soprattutto le aziende florovivaistiche professionali che rispettano le leggi, pagano le tasse e garantiscono una manodopera regolare e preparata. La denuncia è venuta dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori durante la riunione del Gie-Gruppo di interesse economico del settore florovivaistico dove è stato analizzato il quadro complesso che vivono attualmente le imprese, condizionati da pesanti costi produttivi, contributivi e burocratici e da una concorrenza sleale che rischia di metterne molte fuori gioco.
Ormai anche nel settore florovivaistico -è stato rilevato durante la riunione del Gie-Cia- i furbi e i disonesti stanno creando non pochi problemi. Siamo in presenza di uno scenario insostenibile. Ci sono personaggi che si nascondono sotto la falsa etichetta di florovivaisti e danno vita a processi produttivi di bassa qualità, a “lavoro nero” e ad importazioni di materiale scadente dall’estero. In questo modo riescono a commercializzare prodotti “sottocosto” e gli effetti per le aziende serie sono devastanti.
Non solo. Sta prendendo piede -denuncia il Gie-Cia- la pratica in base a cui le ditte fornitrici di materiale di propagazione approfittano di favorevoli opportunità di mercato, grazie ai cosiddetti “contratti aperti” con le aziende florovivaistiche. In molti casi, quest’ultime si vedono “scavalcate” da tali ditte che vendono direttamente, soprattutto ad amministrazioni locali. E così i prodotti hanno prezzi più bassi, ma le aziende del settore, in presenza di un mercato non equilibrato, subiscono conseguenze rilevanti.
La Cia chiede, quindi, anche ale amministrazioni comunali la massima vigilanza. E’ necessario che si attivino su questo fronte, dando particolare attenzione alle modalità dei loro bandi di appalto. Il tutto per fare massima trasparenza e garantendo il mercato a chi veramente opera nel rispetto delle regole. Un analogo invito viene rivolto ai privati affinché si guardino da gente improvvisata, proprio per evitare brutte sorprese.
La Cia ricorda che sono oltre 20 mila le aziende che operano nel settore florovivaistico. Occupano più di 100 mila lavoratori e hanno una produzione annua che supera i 3 miliardi di euro. Nella classifica europea siamo secondi solo all’Olanda. Tutto questo anche se, negli ultimi anni, si è registrata una flessione di mercato che, in alcuni periodi, ha toccato preoccupanti picchi negativi, in particolare nei mercati liguri e toscani, a causa delle pesanti difficoltà, soprattutto in termini di costi produttivi, oggi resi ancora più onerosi dall’ancora irrisolta vicenda del “bonus gasolio”.
 
 
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