Alimentare: Ue, si rafforza la leadership dell'Italia nelle denominazioni d'origine . Un fatturato record da circa 9 miliardi di euro l'anno

Un fatturato record da circa 9 miliardi di euro l'anno Il pecorino siciliano "Piacentinu Ennese" taglia il nastro delle mille registrazioni di qualità da parte dell'Europa.

15/feb/2011 16.05.48 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Alimentare: Ue, si rafforza la leadership dell’Italia nelle denominazioni d’origine. Un fatturato record da circa 9 miliardi di euro l’anno
 
Il pecorino siciliano “Piacentinu Ennese” taglia il nastro delle mille registrazioni di qualità da parte dell’Europa. La Cia esprime soddisfazione. Salgono a 221 i prodotti tutelati del nostro Paese. Un premio al lavoro dei nostri agricoltori. Tra i marchi trionfa l’agricoltura dei paesi mediterranei: ad essi appartiene oltre l’80 per cento delle produzioni certificate.
 
Con il riconoscimento europeo Dop del formaggio pecorino siciliano “Piacentinu Ennese”, si rafforza la leadership dell’Italia in fatto di tipicità e di qualità. Nel giorno in cu l’Europa consacra la millesima denominazione d’origine, il nostro Paese raggiunge la quota record di 221 specialità a marchio, oltre il 22 per cento del totale dei prodotti Ue tutelati. Lo sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori che esprime soddisfazione per il consolidamento del primato del “made in Italy”.
E’ stato proprio il pecorino siciliano a tagliare il nastro delle mille registrazioni di qualità da parte dell’Ue. Un successo -commenta la Cia- che premia l’impegno degli agricoltori italiani che con il loro impegno tutelano e valorizzano un patrimonio insostituibile di tradizioni e tipicità delle nostre terre.
La Cia ricorda che questi prodotti hanno, in Italia, un fatturato al consumo di circa 9 miliardi di euro ed un export di 1,9 miliardi di euro. Non solo. Tale particolare settore dà lavoro, tra attività dirette e indotte, a più di 300 mila persone. Sono marchi che rappresentano una risorsa insostituibile per l’economia locale, in particolare per alcune zone marginali di montagna e di collina che, altrimenti, non avrebbero molte altre possibilità di sviluppo.
Per quanto riguarda i consumi, la Cia sottolinea che la spesa per Dop, Igp e Stg è così ripartita: 65 per cento i formaggi, 16 per cento i salumi, 18,4 per cento i vini, 0,3 gli oli extravergine d’oliva, 0,3 gli altri (ortofrutticoli, pane, miele). E gli acquisti di tali prodotti sono concentrati per il 65,5 per cento negli iper e supermercati, il 18,5 nei negozi tradizionali e il 16,0 per cento negli altri canali di vendita.
Da rilevare anche i dati relativi alle produzioni di qualità a denominazione di origine, certificate dall’Ue, che confermano il trionfo dell’agricoltura mediterranea. I riconoscimenti, oltre al nostro Paese, premiano, infatti, Francia, Spagna, Portogallo e Grecia. Paesi dove si esaltano e si valorizzano le produzioni agricole tipiche e di qualità che caratterizzano il Bacino del Mediterraneo.
Dei mille marchi riconosciuti, oltre l’80 per cento -rimarca la Cia- appartiene all’Italia, ai nostri cugini d’Oltralpe, ai paesi iberici e quello greco. E questo conferma che in Europa vince l’agricoltura diversificata. Vince quell’agricoltura fondata su tradizioni millenarie, fortemente legata al territorio. Un’agricoltura, quindi, che ha bisogno di una maggiore attenzione da parte delle istituzioni comunitarie, visto anche il ruolo che essa ricopre nel contesto europeo.
 
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