Pmi: nuova moratoria debiti evita "crac" per 25 mila imprese agricole

16/feb/2011 13.23.56 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Pmi: nuova moratoria debiti evita “crac” per 25 mila imprese agricole
Così si scongiura il rischio di finire nelle maglie dell’usura
 
La Cia soddisfatta per l’accordo definitivo sul credito siglato tra Abi, ministero dell’Economia e associazioni di categoria. Il presidente Giuseppe Politi: è una boccata d’ossigeno per le aziende del settore primario ancora in difficoltà: 1 su 2 oggi è indebitata e 2 su 10 non riescono più a fronteggiare la situazione. E l’assenza di liquidità ha portato a un calo del 3,5 per cento degli investimenti nel comparto. Ora serve un riavvicinamento tra sistema bancario e mondo agricolo.
 

Con la nuova moratoria dei debiti si evita il “crac” per 25 mila piccole e medie imprese agricole. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, nel giorno della sigla definitiva dell’accordo per il credito alle Pmi tra Abi, ministero dell’Economia e associazioni di categoria.
“La moratoria è uno strumento concreto -commenta il presidente della Cia, Giuseppe Politi- per supportare le aziende ancora in crisi di liquidità e oberate dagli effetti economici dello tsunami finanziario. Un problema molto sentito dal settore primario, che è gravato da costi burocratici e produttivi in crescita e prezzi non più remunerativi. Tanto che ad oggi due imprese agricole su tre sono gravate da debiti e due su dieci non riescono più a fronteggiarlo, con il rischio di finire nella rete dell’usura e della criminalità organizzata”.
Attualmente “l’indebitamento del mondo agricolo con le banche -ricorda Politi- si attesta a 37 miliardi di euro, anche se per la maggior parte si tratta di debiti a breve termine. Una situazione che deriva anche dalle difficoltà degli istituti di credito nell’assistere le Pmi agricole. Ora, dunque, è indispensabile che ci sia un avvicinamento tra mondo bancario e Pmi del comparto, un atteggiamento diverso e più aperto alle esigenze degli agricoltori”.
“Ma l’assenza di credito -aggiunge il presidente della Cia- porta anche a una riduzione delle risorse a disposizione per ricerca e sviluppo. Nel 2010, ad esempio, la poca liquidità a disposizione degli agricoltori ha portato a un calo degli investimenti imprenditoriali nel comparto del 3,5 per cento”.
Ecco perché la nuova moratoria è fondamentale. “L’allungamento da due a tre anni dei tempi di ammortamento del debito per le imprese che hanno avuto accesso alla precedente moratoria -conclude Politi- fornisce ulteriore ‘ossigeno finanziario’ a chi è ancora in difficoltà. Mentre la proroga di sei mesi per i nuovi finanziamenti e destinato alle Pmi che non hanno richiesto in passato le agevolazioni, è un aiuto importante per quelle aziende che hanno superato la fase più acuta della crisi e ora vogliono riprendere il percorso di sviluppo, agganciando la ripresa”.
 
 
 
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