La Cia sottoscrive il "Manifesto per la difesa del suolo"

17/feb/2011 17.00.05 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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La Cia sottoscrive il “Manifesto per la difesa del suolo”
 
Contro il rischio degrado servono infrastrutture e interventi programmati e condivisi per rafforzare il ruolo dell’agricoltura nella conservazione e valorizzazione del territorio.
 

La salvaguardia del suolo è un obiettivo primario, e l’agricoltura - che tra le attività economiche è quella che maggiormente interagisce con il territorio - più di tutte ha operato e opera per la sua conservazione e il suo sviluppo. Ma oggi la progressiva riduzione delle aree destinate ad usi agricoli, insieme al sensibile aumento del peso delle infrastrutture e dei sistemi insediativi e agli effetti dei cambiamenti climatici, non consente più al settore primario di sostenere da solo i costi della difesa del suolo. Ecco perché oggi è necessario un ripensamento delle politiche a tutela di questo patrimonio economico, paesaggistico e culturale. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, che oggi ha sottoscritto il “Manifesto per la difesa del suolo”, un’iniziativa dell’università “La Sapienza” di Roma, della Commissione europea e dell’Università di Messina nell’ambito del progetto cofinanziato dall’Ue “Acri. 2010-144”.
Il 21,3 per cento del suolo italiano -si legge nel “Manifesto”- e il 41,1 per cento di quello situato nelle regioni centro-meridionali del paese sono a rischio desertificazione. Negli ultimi 40 anni, i fenomeni di degradazione del suolo hanno determinato un calo del 30 per cento della sua capacità di ritenzione e di regimazione delle acque, accrescendo di tanto le situazioni di rischio idrogeologico e il verificarsi di eventi catastrofici.
Per questi motivi -evidenzia la Cia- ora è necessario che, ai diversi livelli istituzionali (comunitario, nazionale e regionale), si proceda a un profondo ripensamento delle politiche generali e settoriali sulla conservazione del suolo. C’è bisogno di collaborazione fattiva tra gli enti delegati e i diversi attori coinvolti, non solo a livello agricolo ma anche ambientale e infrastrutturale.
Ora basta ai provvedimenti “spot” dettati soltanto dall’emergenza -conclude la Cia-. Serve mettere a punto nuovi strumenti, promuovendo soprattutto il ruolo dell’agricoltura multifunzionale, che adotta pratiche sostenibili in grado di contenere l’impatto ambientale.
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