Pil: l'agricoltura torna a respirare, ma le imprese sono sempre più condizionate da costi record , scarsa competitività e mancanza di una reale politica di sviluppo

03/gen/2011 13.22.32 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Pil: l’agricoltura torna a respirare, ma le imprese sono sempre
più condizionate da costi record, scarsa competitività
e mancanza di una reale politica di sviluppo
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi mette in evidenza che il dato positivo del valore aggiunto del settore (più 1 per cento), registrato nel 2010, non deve alimentare facili ottimismi. Il mondo agricolo italiano, nonostante i molti problemi, dimostra di essere vitale. Redditi ancora in calo e i produttori restano tra le difficoltà.
 
“Torna a crescere l’agricoltura. L’aumento nel 2010 del valore aggiunto agricolo (più 1 per cento) non deve, però, far dimenticare i problemi che gli imprenditori agricoli incontrano e la complessa realtà economica e sociale con la quale si devono confrontare. La situazione per le aziende, sia sotto il profilo dei costi che dei redditi e della competitività, resta molto difficile, anche perché continua a mancare una reale politica di sviluppo”. Così il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi commenta le rilevazioni Istat sul Pil (Prodotto interno lordo).
“Il dato positivo dello scorso anno -ha aggiunto Politi- dimostra che il settore, è vitale e questo nonostante le gravi difficoltà che hanno pesato in maniera rilevante sulle imprese agricole, sempre più condizionate da problemi di natura economica e strutturale”.
“I produttori agricoli da tre anni, dal 2008 al 2010, convivono con una profonda crisi, con una competitività in costante frenata, con costi produttivi record, con redditi sempre più ‘tagliati’, con prezzi tutt’altro che remunerativi. Questo risultato -ha sottolineato il presidente della Cia- va visto soltanto come punto dal quale ripartire per cercare di risalire la china e imboccare definitivamente la strada di uno sviluppo solido e duraturo”.
“Il dato del 2010, dunque, non rischiara per nulla il cupo scenario che incombe sul settore. Per questo motivo -ha affermato Politi- rinnoviamo le nostre critiche al governo che non ha compreso la gravità delle questioni e, attraverso la ripresa della mobilitazione sull’intero territorio nazionale, lo invitiamo a predisporre al più presto interventi mirati per contrastare l’attuale emergenza”.
“E’, quindi, indispensabile che vengano adottate politiche nuove tese a valorizzare e sviluppare l’attività imprenditoriale agricola. In questo senso, riproponiamo le nostre priorità: una rinnovata politica agraria, la Conferenza nazionale sull’agricoltura e lo sviluppo rurale, la programmazione degli interventi e una concertazione alla quale restituire spessore e legittimità”.
 
 
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