Agricoltura: settore in crisi, ma il governo non fa nulla. Anche il Pd conferma le preoccupazioni della Cia

03/feb/2011 17.15.53 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Agricoltura: settore in crisi, ma il governo non fa nulla. Anche il Pd conferma le preoccupazioni della Cia
 
Oggi il gruppo del Partito democratico in commissione Agricoltura a Palazzo Madama ha mosso rilievi all’esecutivo per non avere una visione d’insieme del comparto. Il “pasticcio” Milleproroghe è stata solo l’ultima goccia, servono interventi urgenti. Avanzata anche dai senatori Pd la necessità della Conferenza nazionale.
 
2 marzo 2011 - L’agricoltura italiana è vittima di una “esclusione colpevole” da parte del governo, che continua ad agire con interventi “spot” senza avere una visione complessiva del settore e senza costruire un “pacchetto” organico di misure a suo sostegno. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, la cui posizione oggi ha trovato appoggio e conferma nelle parole dei senatori Pd della commissione Agricoltura di Palazzo Madama, che in mattinata hanno tenuto una conferenza stampa sul tema dal titolo “Rapporto agricolo di metà legislatura dopo il Milleproroghe”.
Il Partito democratico è d’accordo con quanto denunciato nelle ultime settimane dalla Cia. Ovvero che con il Milleproroghe si è consumato uno scandalo: svanito il “bonus gasolio” e cancellati i fondi per le Associazioni allevatori e per il bieticolo-saccarifero, è rimasta solo l’ennesima proroga per il pagamento delle multe relative alle quote latte.
Eppure, mentre il governo toglie risorse all’agricoltura facendo un nuovo regalo ai “soliti furbetti”, la nostra agricoltura vive una drammatica crisi. Il “bonus gasolio”, oggi tanto più indispensabile con i prezzi alle stelle (il greggio sfiora i 120 dollari a barile), è scomparso dai provvedimenti di finanza pubblica. Senza pensare che, nelle coltivazioni sotto serra, il riscaldamento incide tra il 15 e il 20 per cento sul totale dei costi aziendali. E ancora: 10 mila aziende del bieticolo-saccarifero sono in ginocchio e dei 21 milioni di euro autorizzati presso l’Agea e più volte annunciati dal ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan non c’è traccia; sono stati azzerati i fondi delle Apa per l’attività di miglioramento genetico, mentre restano aperti i problemi di molte filiere del mondo agricolo, a partire dalla crisi suinicola.
Di fronte a tutto questo, anche il Pd ha rilanciato la necessità di realizzare la Conferenza nazionale dell’agricoltura, che la Cia per prima ha proposto fin dal 2004, con l’intento di mettere insieme tutte le istanze del mondo agricolo e costruire una nuova politica per il settore, tesa a sviluppare l’attività imprenditoriale nel suo complesso, prima di tutto risolvendo la questione del “ricambio generazionale”. Visto che a oggi -conclude la Cia - su un totale di 1,7 milioni di aziende agricole solo il 3,3 per cento è “under 35”, mentre quasi uno su due (il 44,7 per cento) ha un’età pari o superiore a 65 anni.
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