Pil: l'agricoltura cresce ed è vitale, ma ancora troppi problemi condizionano le imprese. Per un reale sviluppo serve un nuovo progetto

Pil: l'agricoltura cresce ed è vitale, ma ancora troppi problemi condizionano le imprese.

03/nov/2011 11.15.38 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Pil: l’agricoltura cresce ed è vitale, ma ancora troppi problemi condizionano le imprese. Per un reale sviluppo serve un nuovo progetto
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi sottolinea che l’aumento (più 2 per cento) del valore aggiunto agricolo nel 2010 è un risultato importante. Il settore ha, però, bisogno di interventi incisivi e soprattutto di una rinnovata politica agraria. Il governo non può continuare a ignorare le difficoltà degli agricoltori: alti costi, prezzi non remunerativi, redditi in calo, competitività in costante flessione.
 
“E’ un risultato positivo che registriamo con soddisfazione perché conferma, nonostante le tante e complesse difficoltà, che l’agricoltura italiana è vitale. Tuttavia, i problemi del settore restano ancora molti, a cominciare dagli alti costi produttivi, contributivi e burocratici, da prezzi sui campi non remunerativi e dai redditi dei produttori che continuano a calare”. Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi a commento dei dati Istat sul Pil (Prodotto interno lordo) che segnalano nel 2010 una crescita tendenziale (rispetto al 2009) del 2 per cento e congiunturale (quarto trimestre nei confronti del terzo trimestre dell’anno passato) dell’1,5 per cento del valore aggiunto agricolo.
“Dopo anni di trend negativi è così tornata a crescere l’agricoltura. Il dato positivo del 2010 lascia ben sperare. Questo, però, non deve far dimenticare gli ostacoli che -ha aggiunto Politi- gli imprenditori agricoli incontrano e la complessa realtà economica e sociale con la quale sono costretti a confrontarsi. La situazione per le imprese, sia sotto il profilo dei costi che dei redditi e della competitività, resta ancora molto difficile”.
“Questo incremento, pur rappresentando un segnale importante, deve essere preso con le dovute precauzioni. Non si devono alimentare -ha avvertito il presidente della Cia- facili ottimismi. Il settore primario si trova ancora alle prese con uno scenario critico. Molte questioni restano aperte. Da tre anni i produttori agricoli convivono con una latente crisi strutturale e con una competitività in costante frenata. Dobbiamo, quindi, prendere questo positivo risultato soltanto come punto di possibile svolta dal quale ripartire per cercare di risalire la china e imboccare definitivamente la strada di uno sviluppo solido e duraturo”.
“Da qui la nostra rinnovata richiesta nei confronti del governo di interventi incisivi e soprattutto di un nuovo progetto di politica agraria. Non si possono, infatti, continuare ad ignorare i problemi dell’agricoltura italiana che ha dato in più occasioni dimostrazione di vitalità e di capacità imprenditoriale”.
 
 

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