Acqua: dramma per un miliardo di persone. La mancanza di risorse idriche uccide più di una guerra. Più agricoltura per sfamare il mondo

21/mar/2011 13.18.34 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Acqua: dramma per un miliardo di persone. La mancanza di risorse idriche uccide più di una guerra. Più agricoltura per sfamare il mondo

In occasione della Giornata mondiale, il presidente della Cia Giuseppe Politi ribadisce l’esigenza di una nuova politica a livello planetario. Un adeguato accesso all’“oro blu” per il mondo agricolo significa dare un’efficace risposta al problema alimentare del Pianeta.
 
“La mancanza dell’acqua uccide di più di una guerra. Oltre un miliardo di persone nel mondo non possono, infatti, contare su un accesso ad una risorsa sicura, al riparo da eventuali contaminazioni. Tra queste otto su dieci vivono in aree rurali. Entro il 2030 una persona su tre, nel Pianeta, vivrà in zone dove l'acqua scarseggia. E, purtroppo, i cambiamenti climatici modificheranno sensibilmente la qualità e la disponibilità delle risorse idriche e ciò, a sua volta, avrà ripercussioni sulla produzione alimentare, dove proprio l'acqua è un elemento essenziale: si pensi che nel mondo oltre l'80 per cento dei terreni agricoli è irrigato dall'acqua piovana”. Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in occasione del ventesimo World Water Day, la Giornata mondiale, lanciata dall’Onu nel 1992, che si celebra il 22 marzo.
“Attualmente il fabbisogno minimo giornaliero di acqua pulita per bere, cucinare e lavarsi è pari a 20-50 litri per persona. Nei Paesi più poveri della Terra ogni persona in media ne può consumare, invece, meno di 10 litri. E ogni anno, purtroppo, 1,4 milioni di bambini, uno ogni 20 secondi, muoiono per malattie causate da acqua contaminata e dall'assenza di misure igieniche adeguate. Solo nell'Africa sub-sahariana più del 40 per cento della popolazione non ha accesso ad acqua pulita. Un dramma infinito al quale bisognerà porre rimedio in tempi celeri”.
“E i riflessi della mancanza d’acqua mettono a rischio lo stesso futuro alimentare nel mondo. D’altra parte, la produzione di cibo -ha aggiunto Politi- dipende essenzialmente dalle risorse idriche disponibili per l'irrigazione. E la questione non interessa soltanto i territori dell’Africa: la scarsa disponibilità di acqua è già fonte di problemi anche in molte zone dell'Europa e si prevede che la situazione peggiorerà a seguito dei mutamenti climatici. Le zone dell'Europa soggette a forte stress idrico dovrebbero, infatti, passare dal 19 per cento odierno al 35 per cento nel decennio 2070”.
Quindi, per Politi, “inquinamento, cambiamenti climatici, produzione di cibo e di energia sono le sfide da affrontare per sviluppare una politica in grado di garantire l’acqua, un bene prezioso sempre più sfruttato e sotto l'assedio di una popolazione in aumento. E l’agricoltura, se si garantiscono risorse idriche adeguate e se soprattutto si assicura l’accesso all’‘oro blu’ può giocare un ruolo decisivo nella lotta alla fame nel mondo. Ed è per questo che rinnoviamo il nostro appello per più agricoltura in grado di dare risposte adeguate all’esigenza di cibo nel Pianeta”.
 
Tutti i numeri dell’acqua
 
-L’acqua ricopre il 71 per cento del nostro pianeta. La disponibilità idrica ammonta a livello mondiale a 40 mila chilometri cubi per anno. Si accede, però, soltanto a 13.500 chilometri cubi.
-Il 40 per cento della popolazione mondiale abita in zone aride o semi-aride. Questa percentuale è destinata a salire al 65 per cento nei prossimi anni.
-Dal 1950 ad oggi, il consumo globale dell’acqua è triplicato. Ma solo il 21 per cento della popolazione mondiale controlla oltre il 76 per cento delle risorse idriche dolci utilizzate e ne consuma il 97 per cento. Di questo 76 per cento, il 65 per cento è in mano a soggetti privati. Il giro d’affari del mercato dell’acqua è di 300 miliardi di dollari.
-Oltre un miliardo di persone nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile e 2,4 miliardi non hanno abbastanza acqua per soddisfare le esigenze igieniche: una carenza che costa 3,4 milioni di vite ogni anno. Dieci volte il numero delle vittime di conflitti bellici. Se nulla sarà fatto per rovesciare la situazione, il numero di persone che non avranno accesso all’acqua potabile si eleverà nel 2020 a più di 4 miliardi, metà della popolazione mondiale.
 

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