Istat: a febbraio "boom" dei costi di produzione agricoli. Più 6,5 per cento solo per il carburante

Più 6,5 per cento solo per il carburante Secondo la Cia, i prezzi sui campi restano non remunerativi per le aziende del settore, mentre crescono ancora i fattori produttivi, trascinati in alto dal "caro-petrolio".

31/mar/2011 12.13.50 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Istat: a febbraio “boom” dei costi di produzione agricoli. Più 6,5 per cento solo per il carburante
 
Secondo la Cia, i prezzi sui campi restano non remunerativi per le aziende del settore, mentre crescono ancora i fattori produttivi, trascinati in alto dal “caro-petrolio”. Se le quotazioni del Brent non scenderanno in corso d’anno, l’agricoltura pagherà una “bolletta” da 2 miliardi di euro nel 2011.
 

        A febbraio i prezzi alla produzione agricola cedono lo 0,9 per cento su base mensile, mentre restano su valori positivi rispetto allo stesso mese del 2010. Ma l’incremento del 21 per cento tendenziale non solo non permette di recuperare i crolli pesanti degli anni scorsi ma è “gonfiato” dai rincari su scala mondiale delle commodity, da cui le imprese agricole non traggono però nessun vantaggio. Anzi, risentono del “caro-gasolio” che aumenta notevolmente i costi di produzione. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in occasione della diffusione dei dati Istat sui prezzi alla produzione dell’industria.
        Nel mese di febbraio infatti -ricorda la Cia- i costi di produzione in agricoltura segnano rincari record del 19,3 per cento per i mangimi e del 6,5 per cento per i carburanti. Per le imprese si tratta di una spesa insostenibile, visto che il gasolio è “re” nel settore: non solo è necessario per il riscaldamento di serre e stalle ma per l’alimentazione dei mezzi meccanici, a partire dai trattori. E si fa indispensabile proprio in questi mesi primaverili, visto che da aprile a giugno ci sono le operazioni di semina, concimazione, diserbo, irrigazione, trinciatura e raccolta. Tutte pratiche che richiedono l’impiego di macchinari e, quindi, un grande utilizzo di carburante.
        Proprio l’andamento del greggio condiziona anche i prezzi dei concimi, che a febbraio salgono del 5,7 per cento -continua la Cia- e in generale il trend dei prodotti energetici, in rialzo del 3,4 per cento su base annua.
        Anche il futuro non è per niente roseo. Secondo le prime stime del centro studi della Cia, se le quotazioni del Brent restassero in linea con quelle attuali, e in più la Bce confermasse la decisione di rialzare i tassi d’interesse da aprile, l’aggravio complessivo di costi per il settore primario giungerebbe nella media del 2011 a quota 2 miliardi di euro. Ciò significa che ogni azienda agricola dovrà sborsare dai 3 mila ai 5 mila euro in più in un anno solo per gli effetti del “boom” del gasolio.
        Ecco perché ora è indispensabile agire con urgenza e pensare a una serie di misure a sostegno del settore primario. L’agricoltura -conclude la Cia- è un settore vitale per il Paese, ma combatte già con redditi in picchiata, oneri burocratici e contributivi in costante crescita e prezzi sui campi non remunerativi. Adesso il rialzo incontrollato del petrolio, e quindi di costi e tariffe, potrebbe dare al comparto un colpo durissimo. Serve reintrodurre immediatamente “l’accisa zero” sui carburanti, cancellata nel novembre 2009 e mai più inserita, nonostante le promesse del governo.

______________________________________
Settore Comunicazione e Immagine
CIA- Confederazione italiana agricoltori
Via Mariano Fortuny, n. 20
00196-ROMA
Tel. 06-3227008
Fax 06-3208364
E-mail: cia.informa@cia.it

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl