Inflazione: il "caro-carburante" stravolge le tavole degli italiani. Alimenti più cari e consumi tagliati. E l'agricoltura vede crescere solo le spese

La nuova corsa dei prezzi dei prodotti agroalimentari -rileva la Cia- ha trovato la sua spinta decisiva proprio nell'aumento inarrestabile di benzina e gasolio, che va, inevitabilmente, ad incidere sui listini al dettaglio, visto che i prodotti agricoli viaggiano dal campo alla tavola per oltre l'85 per cento con l' autotrasporto su gomma.

31/mar/2011 12.56.33 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Inflazione: il “caro-carburante” stravolge le tavole degli italiani. Alimenti più cari e consumi tagliati. E l’agricoltura vede crescere solo le spese
 
La forte impennata di benzina e gasolio -ricorda la Cia- non hanno pesato soltanto sui consumatori, ma anche sulle aziende agricole, i cui costi hanno continuato a lievitare. Sui listini influisce negativamente soprattutto il fatto che in Italia oltre l’85 per cento dei prodotti agroalimentari viaggia con l’autotrasporto su gomma.
 
E’ sempre il “caro-carburante” a sconvolgere le tavole degli italiani: fa rincarare i prodotti (più 2,3 per cento a marzo) e riduce i consumi alimentari (meno 0,6 per cento nel 2010 e meno 0,5 per cento nei primi due mesi del 2011). E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori a commento dei dati provvisori dell’Istat sull’inflazione nel mese di marzo che torna ad infiammarsi (più 2,5 per cento).
La nuova corsa dei prezzi dei prodotti agroalimentari -rileva la Cia- ha trovato la sua spinta decisiva proprio nell’aumento inarrestabile di benzina e gasolio, che va, inevitabilmente, ad incidere sui listini al dettaglio, visto che i prodotti agricoli viaggiano dal campo alla tavola per oltre l’85 per cento con l’ autotrasporto su gomma. Un incremento che sta avendo i suoi negativi effetti anche sulle imprese agricole che a febbraio hanno fatto i conti con rincari di oltre il 6 per cento dei carburanti (in pochi mesi il gasolio agricolo è, infatti, passato da 50 centesimi a circa un euro al litro).
Ovviamente -sostiene la Cia- la crescita vertiginosa del petrolio si è ripercossa anche sulle quotazioni all’origine di una serie di prodotti agricoli che, come segnalato dall’Ismea, hanno subito (pur se a febbraio si è avuto un calo congiunturale dello 0,9 per cento) un’accelerazione che, tuttavia, da sola non poteva provocare un aumento così marcato dei prezzi sugli scaffali. Incremento al quale ha concorso, pertanto, la “bolletta energetica” e in alcuni casi anche le tensioni causate da spinte speculative.
L’impennata degli alimentari -rimarca la Cia- ha avuto, comunque, le sue conseguenze sui consumi domestici. Evidenti cali si registrano, in particolare, per il pane, la pasta, le carni bovine, i prodotti ittici, la frutta e i vini.
Del resto, un ribasso che si è riscontrato lungo tutto il 2010 e che è proseguito anche nei primi due mesi di quest’anno. Una situazione - sostiene la Cia- che ha costretto, proprio nell’anno passato, una famiglia su tre a “tagliare” gli acquisti alimentari, mentre tre su cinque hanno dovuto modificare il menù quotidiano e oltre il 30 per cento è obbligato, a causa delle difficoltà economiche, a comprare prodotti di qualità inferiore. Uguale è la percentuale di chi si rivolge ormai esclusivamente alle “promozioni” commerciali.
 

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