Istat: l'industria cresce mentre la produzione agricola rimane "piatta". Nel 1° trimestre 2011 le attese restano negative

Anche le prospettive per il 2011 non sono molto buone -continua la Cia-.

04/nov/2011 13.13.11 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Istat: l’industria cresce mentre la produzione agricola rimane “piatta”. Nel 1° trimestre 2011 le attese restano negative
 
Secondo la Cia, anche a inizio anno l’andamento del settore primario resta stagnante. Pesano i costi produttivi in costante aumento (più 4,9 per cento a febbraio), spinti dal “boom” di mangimi e carburante. La conseguenza è che tanti imprenditori decidono di non seminare: i terreni lasciati a riposo crescono quasi del 20 per cento nel 2011.     
 

        Mentre l’industria ingrana la ripresa, l’agricoltura italiana arranca sotto il peso dei costi in continuo aumento e dei prezzi sui campi non ancora remunerativi. Così, se l’Istat addirittura rivede al rialzo il dato medio annuo sulla produzione industriale nel 2010 (portandolo a più 6,4 per cento dal più 5,3 per cento), il settore primario chiude l’anno in calo, con una produzione complessiva stimata tra il meno 0,6 e il meno 1 per cento. Colpa della flessione delle coltivazioni vegetali (meno 2,1 per cento), “mitigata” solo in parte dall’espansione delle produzioni zootecniche (più 1,7 per cento). Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati diffusi oggi dall’Istituto nazionale di statistica.
        Anche le prospettive per il 2011 non sono molto buone -continua la Cia-. Se a febbraio la produzione industriale mette a segno un aumento dell’1,4 per cento sul mese e del 2,3 per cento sull’anno, l’andamento della produzione agricola resta piatto, stagnante. Analizzando i dati Ismea relativi al primo trimestre 2011, si evince che le aziende impegnate nelle coltivazioni erbacee (ortaggi, cereali, legumi e colture industriali) non prevedono sostanziali variazioni delle rese produttive rispetto agli ultimi tre mesi del 2010, fermandosi a un misero meno 0,07 per cento. Stessa situazione per gli allevatori: l’indice sintetico relativo alle consegne per la macellazione dovrebbe rimanere pressappoco invariato a meno 0,07 per cento. Solo la produzione di latte è attesa in aumento, anche se soltanto dello 0,16 per cento.
        Questo vuol dire -osserva la Cia- che l’agricoltura non cresce, resta immobile, “zavorrata” soprattutto dall’incremento dei costi produttivi che solo a febbraio sono saliti del 4,9 per cento annuo, spinti in avanti dal “boom” dei mangimi (più 19,3 per cento) e dal caro-carburanti (più 6,5 per cento).
        Ma la situazione “critica” sul fronte produzione -aggiunge la Cia- è resa evidente anche dai dati pubblicati dall’Istat sulle intenzioni di semina 2010-2011: quest’anno c’è un netto aumento (pari al più 19,1 per cento) dei terreni lasciati a riposo. Nella maggior parte dei casi la decisione di non seminare è dipesa proprio dal “fattore costi”, soprattutto visto che oggi i prezzi di mercato, caratterizzati da una crescente volatilità, non riescono a compensare gli oneri da fronteggiare.
        Ecco perché ora è tempo di dire basta alle chiacchiere -conclude la Cia-. E’ giunto il momento di pensare ad aiuti concreti al settore primario. L’agricoltura è vitale ma adesso non ce la fa più da sola. C’è bisogno di un nuovo progetto di sviluppo e competitività, di misure tempestive e realmente efficaci di sostegno, a partire dal fronte fiscale e burocratico.

______________________________________
Settore Comunicazione e Immagine
CIA- Confederazione italiana agricoltori
Via Mariano Fortuny, n. 20
00196-ROMA
Tel. 06-3227008
Fax 06-3208364
E-mail: cia.informa@cia.it

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl